Cinque Terre a numero chiuso? Con la card il Parco mette un freno all’invasione

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Per godere della bellezza delle Cinque Terre, occorrerà volerlo davvero: dal 1 giugno infatti, l’accesso ai celebri sentieri liguri sarà riservato solo a chi ha la card. Lo ha deciso il Parco delle Cinque Terre, dopo mesi di discussione e polemiche, e stabilito con decisione, dopo l’impennata turistica di Pasqua, che ha fatto registrare numeri secondo l’ente non più sostenibili.

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Ci vorrà quindi il biglietto, e dove le zone saranno più affollate verranno lanciati i segnali tramite la specifica app da scaricare sullo smartphone. Un’inversione di tendenza e una strategia, quella messa in campo dal Parco, contro le invasioni dei turisti fugaci: solo ad aprile le Cinque Terre sono state attraversate da oltre 95mila persone – solo fra quelle registrate con la Cinque Terre Card – quindi stimate per difetto. Da giugno sarà necessario avere con sé la card, che è nominale ed è acquistabile online, con tutto il tempo per organizzare il viaggio. L’obiettivo è quello di promuovere una cultura del turismo più rispettosa dell’ambiente ospite, con regole di comportamento e di visita. Per questo il Parco si è disposto di strumenti – la Carta Treno, la Carta Sentieri – che attribuiscono al visitatore un diritto non solo all’ingresso, ma alla fruizione di servizi: i trasporti su gomma e rotaia, l’accesso ai sentieri, i bagni, il wi-fi, le iniziative di visita guidata, eccetera.

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I pro e i contro al numero chiuso alle Cinque Terre

Se il mondo ambientalista plaude l’iniziativa, lodata anche dal ministro dei beni culturali Dario Franceschini, che ha sottolineato come regolamentare il turismo, in alcune zone, sia inevitabile, facendo gli esempi di Venezia e Firenze, c’è chi non non ne vuole sapere. Così le associazioni di commercianti e albergatori, ma anche il sindaco di Monterosso Emanuele Moggia si è detto contrario: “Il numero chiuso alle Cinque Terre è praticamente irrealizzabile, perché va in serio conflitto con i diritti costituzionali, come l’articolo 16, e con la carta europea dei diritti. E rischia di risultare un boomerang”, ha detto a La Repubblica.

“Quello della limitazione degli accessi è una scelta che devono fare i territori, solo i paesi e il Parco delle Cinque Terre possono prendersi questa responsabilità”, ha replicato l’assessore regionale al Turismo Gianni Berrino commentando l’accesso limitato ai sentieri affollati tramite app.

Nel frattempo la giunta del Parco ha deliberato che anche i proprietari di seconde case e gli appartenenti al nucleo familiare siano esentati dall’acquisto della carta per l’accesso al sentiero di loro interesse. Nella stessa sessione il Parco ha poi accordato ai sindaci dei tre comuni le risorse finalizzate all’attivazione di iniziative e servizi da concordare destinati all’educazione, ai servizi sanitari per l’accoglienza e per le attività culturali comuni alle finalità del Parco.

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