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Ciro Ferrara contro Cassano: “Taci, che è meglio”

Durante il podcast “Muschio Selvaggio”, ospite di Fedez, Antonio Cassano, ex calciatore che ha letteralmente buttato via la sua carriera, si presenta in qualità di riciclato opinionista populista, grazie alla seconda opportunità che il collega Christian Vieri gli ha dato con la sua trasmissione “Bobo Tv” sul social network Twitch.

“Il Napoli del primo scudetto ha vinto solo grazie a Diego Maradona, con una squadra di scappati di casa”, ha detto “Fantantonio”, sparando l’ennesima “cassanata” dopo il tormentone che lo ha riproposto al grande pubblico: la serie ritmata di “Sciapò” contro Cristiano Ronalo.

Un po’ troppo per gli amanti di un certo calcio, fatto di fatica, sudore, gioco di squadra e, sì, anche talento e fantasia.

Il più famoso e anche autorevole rappresentante di quegli “scappati di casa”, grandissimo interprete di un ruolo di difesa che oggi non esiste più il libero, numero 2 per eccellenza, Ciro Ferrara ha voluto rispondere a Cassano con un messaggio a metà tra il polemico e il nostalgico.

La parte nostalgica: una foto della rosa al completo del Napoli 1986-87, che ha portato al Sud il primo scudetto della storia e la sua terza Coppa Italia. Si vedono l’artefice in panchina di quella vittoria, Ottavio Bianchi. E poi “Garellik”, cioè il leggendario portiere Claudio Garella, che avrebbe bissato uno scudetto da outsider poi con il Verona, e che è recentemente scomparso ricevendo un’ondata di affetto e ricordi commossi. Ciro Ferrara, appunto, in grado di fermare e fare ammattire i più blasonati e grandi attaccanti di mezzo mondo. E poi Salvatore Bagni, Andrea Carnevale, Bruno Giordano e infine “el pibe de oro”, un talento sovrannaturale. Ma non sappiamo cosa sarebbe stato Diego Armando Maradona senza la completa osmosi tra lui e la città, e altri dieci compagni pronti a sostenerlo.

Il messaggio di Ferrara per Cassano, a corredo della foto: “Ciao Antonio, parli di cose che evidentemente non conosci bene, in una lingua che padroneggi ancora meno. Il 10 maggio 1987, mentre noi vincevamo il primo scudetto della storia del Napoli, tu non avevi ancora compiuto 5 anni e prendevi il biberon. Taci, che è meglio. Diego non avrebbe mai voluto nel suo spogliatoio un “fenomeno” come te. Firmato: nu scappat ‘e casa”. Come direbbe Cassano nella trasmissione che lo ha rilanciato, senza rispettare la grammatica: “Sciapò!”.

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