Economia

Oops, ci siamo scordati il lavoro! La Cisl smonta la manovra, Furlan vuole chiarezza da Salvini e Di Maio

C’è un grande assente nella manovra che il governo sta varando tra mille tensioni in questi giorni e sulla quale si stanno pericolosamente incrinando i rapporti tra Lega e Cinque Stelle. Si tratta del lavoro, un passaggio chiave trascurato dall’esecutivo pentastellato, che evidentemente non lo considera una priorità. L’attacco a Salvini e Di Maio arriva da Annamaria Furlan, leader della Cisl che ha scelto le pagine de Il Sole 24 Ore per criticare i due vicepremier: “Non si punta alla crescita, manca quella svolta che auspichiamo da tempo, per dare una spinta agli investimenti”. Lunedì presenteremo un documento unitario che contiene una vera e propria ‘contro manovra’. Va cambiata l’impostazione”.

Secondo la Furland nei piani gialloverdi “il fisco non è considerato come un elemento di equità, come una leva per promuovere il lavoro. Il maxicondono che depenalizza il riciclaggio rappresenta un segnale negativo. Bisogna
combattere l’evasione. Il governo fa in tempo a cambiare, ad approvare una manovra a favore del lavoro. Ci sono
segnali che destano grande preoccupazione, come lo spread che è volato, avvicinandosi giovedì a quota 400 che
è la soglia di pericolo. O la lettera della Ue che fa presagire una bocciatura, e segnala un isolamento in Europa. Serve una svolta politica”.
Resta la preoccupazione per il poco sostegno all’innovazione e alla ricerca. Per una linea troppo poco decisa sul fronte delle infrastrutture, Tav e Tap su tutte, rese ancora meno chiare dalle ultime uscite del ministro Toninelli. Su un reddito di cittadinanza ancora molto fumoso e che si spera finisca per concretizzarsi “come misura di accompagnamento al lavoro”. “Ma se non si punta sulle filosofie della crescita, come si farà a offrire posti di lavoro a chi si rivolge ai centri per l’impiego? Per creare occupazione bisogna crescere.

Tutti a bocca asciutta! Reddito di cittadinanza? Macché. L’allarme delle Regioni, l’imbarazzo dei Cinque Stelle