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Clara Rolla, la leghista di Sorrento che attribuisce a Salvini “poteri taumaturgici”

Per chi non ne avesse mai sentito parlare Clara Rolla, segretaria della Lega a Sorrento, era salita agli onori delle cronache in passato perché aveva tentato di spiegare come i napoletani, in effetti, puzzino. Non bastasse, nelle scorse ore si è resa protagonista di un nuovo siparietto destinato a diventare virale: in occasione della visita in città del leader maximo Matteo Salvini, l’esponente del Carroccio ha infatti deciso di prendere la parole per introdurre il Capitano con parole che “Nemmeno sua madre osa dire”.

In un lungo e pittoresco discorso, la Rolla ha spiegato: “Io definisco Matteo Salvini l’uomo della provvidenza”. Un passaggio che ha causato l’evidente imbarazzo dello stesso segretario della Lega, che probabilmente avrebbe voluto far finire in anticipo quel bizzarro momento. Ma che non ha scoraggiato la diretta interessata, che ha proseguito: “Andrai a Matera nel pomeriggio? Ci sono moltissimi problemi lì, ma tu li risolverai”. 
E ancora, in un crescendo inarrestabile: “Ce la farai grazie alla tua taumaturgica presenza”. Salvini, a quel punto, ha tentato di buttarla sul ridere, difendendosi e sdrammatizzando: “Non ho ancora il dono di risolvere i problemi con la sola imposizione delle mani”. Ma la Rolla, imperterrita, ha rilanciato ancora. “Io ci credo davvero. Non riesci ancora a guarire, ma quasi”.

“Matteo mantiene sempre le promesse, perché Sorrento è ormai nel suo cuore e lui con i suoi interventi dà la giusta carica per motivare noi sostenitori della Lega per contrastare le storture e le ingiustizie che accadono nella nostra nazione. Io non credo di esagerare se dico che questo è l’uomo della Provvidenza perché è grazie a lui e solo a lui se sono state disvelate scomode verità riguardo scellerati governi di sinistra e nocive politiche dell’Unione Europea. Quest’uomo schietto, semplice e leale è stato in grado di scuotere le nostre coscienze e ci ha liberato dal torpore in cui sopravvivevamo”. Salvini, poveraccio, ha visto la fine del monologo come una liberazione.

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