Un razzo a corto raggio è caduto all’interno della base italiana del contingente Unifil a Shama, nel Libano meridionale, senza provocare vittime ma causando danni a un mezzo militare. Sono in corso accertamenti per chiarire la provenienza del razzo e la dinamica dell’evento, mentre le autorità italiane seguono con attenzione la situazione sul campo.

Nel pomeriggio odierno, un razzo di calibro 107 millimetri, probabilmente in dotazione alle milizie di Hezbollah, ha colpito un campo aperto all’interno della base italiana Unifil Sector West a Shama. Le schegge hanno forato un mezzo militare, senza però causare feriti tra il personale italiano. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha mantenuto contatti diretti con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Portolano, e con i vertici militari per monitorare costantemente l’evoluzione della situazione.
Le autorità militari hanno aperto un’indagine per stabilire con precisione la provenienza del razzo e le modalità dell’incidente, che resta al momento di natura incerta. Le fonti ufficiali non escludono un collegamento con le milizie locali, ma l’ipotesi resta al vaglio degli investigatori. Il generale di Corpo d’Armata Iannucci, comandante del contingente italiano, è coinvolto nelle operazioni di verifica e coordinamento.

Nel frattempo, sul piano diplomatico, il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha sottolineato l’importanza di proseguire il dialogo e la diplomazia in una conversazione con il suo omologo pakistano Muhammad Ishaq Dar, mediatore nei negoziati con gli Stati Uniti. Il colloquio ha rimarcato la necessità di stabilità regionale e prevenzione di escalation.
Parallelamente, si apprende che il Dipartimento di Giustizia statunitense sta indagando su sospette operazioni finanziarie nel mercato petrolifero, che avrebbero fruttato 2,6 miliardi di dollari in scommesse legate agli annunci di guerra con l’Iran.
In una nota ufficiale, si segnala inoltre una telefonata tra il presidente Usa Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, avvenuta dopo la riunione del gabinetto di sicurezza israeliano. Il colloquio ha riguardato gli sviluppi dei negoziati tra Washington e Teheran, con l’obiettivo di porre fine al conflitto.