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Come funziona davvero una “moneta digitale di Stato”

di Nicola Iuvinale

La riorganizzazione del sistema monetario internazionale potrebbe essere uno dei maggiori e urgenti problemi del nostro tempo. La Cina ha appena concluso il più esteso test al mondo sperimentando una versione digitale dello Yuan, la moneta nazionale. I primi test pilota sono stati avviati dalla Banca Centrale Cinese ad aprile 2020. Per incentivare i cittadini a pagare utilizzando la moneta digitale, il Governo ha pensato ad una particolare iniziativa: una lotteria che ha messo in palio per circa 50mila cittadini un totale di 10 milioni di yuan digitali (1,2 milioni di euro) da spendere per le spese quotidiane.

La finalità dichiarata dal governo cinese è quella di eliminare l’uso del cash per fronteggiare problemi come l’evasione, il riciclaggio, la corruzione e garantire maggiore stabilità monetaria. L’adozione della valuta digitale a livello nazionale è generalmente ritenuta ormai prossima. Non dimentichiamo, però, che la Cina pur avendo uno sviluppo economico che impressiona gli uomini politici di tutto il mondo, è una dittatura nota non solo per le diffuse violazioni dei diritti umani ma anche per l’influenza e il controllo dello Stato sulla società, anche economica e produttiva.

Si comprende, allora, che l’adozione dello yuan digitale va anche verso la direzione del controllo dello Stato sui cittadini, sulle imprese; sui consumi, sulle abitudini di vita, sugli acquisti, sui guadagni e soprattutto, sulla eventuale possibilità di “sospendere” temporaneamente la circolazione interna della “criptovaluta digitale” staccando semplicemente la “spina”. Anche in Europa la BCE ha avviato una consultazione pubblica sulla valuta elettronica comunitaria. E’ allo studio in UE l’idea di consentire ai cittadini comunitari di aprire dei conti correnti direttamente presso la BCE con un limite iniziale di tremila euro, senza che ciò costituisca attività in concorrenza con le banche private.

E anche in USA la FED punta a una versione virtuale del dollaro, tra non poche perplessità. Ma queste nuove monete elettroniche non saranno certo create con l’obiettivo di sostituire il contante, ma di affiancarlo. Una sorta di “criptovaluta” regolamentata, centralizzata e non come il Bitcoin. Invero, la BCE ripete costantemente che una certa quantità di contante in circolazione è necessaria per il corretto funzionamento dell’economia. Il contante è lo strumento di pagamento dominante nell’area dell’euro: la netta maggioranza dei nostri pagamenti quotidiani è effettuata utilizzando banconote o monete. Il contante è inoltre essenziale per l’inclusione dei cittadini socialmente vulnerabili, come gli anziani o le fasce della popolazione a più basso reddito.

Al tempo stesso, però, il contante offre altri importanti benefici e funzioni.

Assicura a tutti libertà e autonomia: le banconote e le monete sono l’unica forma di denaro che le persone possono detenere senza l’intervento di terzi. Per pagare con il contante non serve avere accesso a particolari dispositivi, a una connessione Internet o alla rete elettrica, quindi è possibile utilizzarlo anche quando non c’è elettricità o si smarrisce una carta di pagamento.

Ha corso legale: i creditori, ad esempio negozi e ristoranti, non possono rifiutare il contante, a meno che non sia stata convenuta in precedenza con il cliente una forma di pagamento alternativa.

Garantisce la privacy: le operazioni in contanti rispettano il nostro diritto fondamentale alla protezione della privacy, dei nostri dati e della nostra identità in tutte le questioni finanziarie.

È inclusivo: il contante fornisce opzioni di pagamento e di risparmio a coloro che non dispongono di moneta digitale o vi hanno un accesso limitato, rendendolo cruciale per l’inclusione dei cittadini socialmente vulnerabili come gli anziani o le fasce di popolazione a più basso reddito.

Aiuta a tenere traccia delle proprie spese: il contante consente di tenere sotto controllo i livelli di spesa, evitando così di andare oltre le proprie disponibilità.

È veloce: le banconote e le monete regolano un pagamento all’istante.

È sicuro: il contante si è dimostrato sicuro in termini di cibercriminalità, frode e falsificazione. Ed è moneta di banca centrale, quindi non comporta rischi finanziari né per il pagatore né per il beneficiario.

È una riserva di valore: il contante è più di un semplice strumento di pagamento. Consente alle persone di detenerne una riserva a fini di risparmio senza rischio di insolvenza.

È utile per piccoli doni e pagamenti da persona a persona. Ad esempio, i genitori possono darne piccole somme ai propri figli come paghetta o una persona può darlo a un amico o conoscente perché effettui un acquisto per suo conto. Il contante contribuisce inoltre all’educazione finanziaria dei bambini.

Su queste premesse si comprende come la strada della “moneta digitale di Stato” che sostituisce il contante sia, per le democrazie occidentali, ancora molto accidentata.

Ne andranno, tra l’altro, valute la sicurezza nella circolazione, il rispetto della privacy, gli effetti sulla stabilità monetaria, sull’economia e sulle libertà in generale. Non dimentichiamo che la strutturazione di un equo sistema monetario internazionale è il presupposto indispensabile per la normalizzazione degli equilibri politici ed economici mondiali; si direbbe di “geopolitica monetaria”. Quando si considera con attenzione il fenomeno monetario ci si accorge che la scelta di fondo oltre che scientifica è, quindi, anche etica.

“Il credito è la moneta del mondo moderno; chi paga il pifferaio sceglie la musica” scriveva A. Krylienko nel 1987 in “Moneta e bene comune”. Poiché il tema, anche se di fondamentale importanza, costituisce un aspetto puramente tecnico della politica economica, va preliminarmente chiarito che esso presuppone a monte un discorso che deve necessariamente toccare aspetti essenziali di razionalità, di etica e culturali, perché, altrimenti, lo strumento monetario impazzisce nelle mani di chi l’adopera e non è più uno strumento al servizio della collettività, ma viceversa una grave minaccia alle stesse libertà fondamentali dei popoli ( G. Auriti in “L’ordinamento internazionale del sistema monetario” 1981).

Quando dei termini strabilianti entrano nel linguaggio corrente, l’opinione pubblica perde la consapevolezza del loro significato e si adatta ad accettare come fatti normali anche episodi assolutamente straordinari. Esempi sono le “criptovalute” che andranno analizzate con attenzione, la politica della riduzione costante del contante in circolazione nel nome della lotta generalizzata all’evasione fiscale senza valutarne gli effetti negativi sull’economia e in contrasto con le direttive della BCE. “…..pochi comprenderanno questo sistema, coloro che lo comprenderanno saranno occupati nello sfruttarlo, il pubblico forse non capirà mai che il sistema è contrario ai suoi interessi” (cit. Ezra Pound). Appare evidente perché la riorganizzazione del sistema monetario potrebbe essere uno dei maggiori problemi del nostro tempo.

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