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Commesso supermercato morto di Covid: “Noi lavoratori invisibili esclusi dal vaccino”

Si parla spesso del personal sanitario in prima linea contro il virus, ma ci sono anche tante altre categorie secondaria che con il rischio del contagio ci devono convivere quotidianamente. Tra questi lavoratori invisibili si sono i commessi dei supermercati, uomini e donne che lavorano ininterrottamente da quando è scoppiata la pandemia di Covid in quanto servizio essenziale. Per tutelarli dal virus però ancora non sembra essere stato fatto abbastanza. L’ultimo decesso per Covid è quello di Rudy, il direttore di un Todis di Roma. “Segue di qualche ora quello di Riccardo, commesso Carrefour” sempre nella Capitale, “morto l’altroieri dopo aver combattuto contro il Covid-19. Il primo fu quello di una commessa dell’IperSimply di Brescia del 20 marzo 2020″, ha riferito l’associazione dei lavori Cobas.

“Lavoratori invisibili, con poche tutele ed esclusi completamente dal piano vaccinale”, ha commentato Francesco Iacovone, sindacalista Cobas, in merito alla morte di Riccardo, commesso di Carrefour. L’uomo è deceduto a causa delle complicanze legate al Covid il 30 marzo scorso. Ironia della sorte, la data del decesso coincide proprio con il giorno in cui il Lazio è tornato in zona arancione. “Ci uniamo al cordoglio dei familiari, degli amici e dei colleghi di Riccardo, ennesima vittima invisibile di un settore martoriato – ha detto ancora Iacovone a Repubblica – . Nel 2020 l’Inail ha certificato un aumento dei decessi del 67% rispetto l’anno precedente, ma questi lavoratori restano invisibili, con poche tutele ed esclusi completamente dal piano vaccinale”.

Melissa Cortese è invece la figlia di una commessa valdostana e ha lanciato una petizione su change.org pe inserire questi lavoratori nel piano vaccinale. “Mia mamma – ha spiegato la giovane – ha paura di tornare a casa da noi, si disinfetta e lascia i vestiti del lavoro sul pianerottolo. Mia mamma ha paura di andare al lavoro, dove ogni giorno incontra centinaia e centinaia di persone, molte delle quali indossano scorrettamente la mascherina (se la indossano) e non si disinfettano adeguatamente”.

“Mia mamma riceve tardi le mascherine, quando le riceve. Mia mamma all’inizio dell’emergenza, per diverse settimane, non ha avuto il plexiglass di protezione. Penso che mia mamma rappresenti tutti i lavoratori dei supermercati. Alcuni soli, alcuni con una famiglia che li aspetta, ma tutti esausti e invisibili”.

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