La vicenda giudiziaria che coinvolge Irene Pivetti subisce un’importante svolta con la decisione della Corte di Cassazione che annulla con rinvio la sentenza di condanna a quattro anni di reclusione. Questa decisione riapre il procedimento, rimandando la valutazione a una diversa sezione della Corte d’appello di Milano, e segna un nuovo capitolo in un caso che aveva già attirato ampia attenzione mediatica e giudiziaria.
Accoglimento del ricorso e annullamento con rinvio
La Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato dalla difesa di Irene Pivetti, annullando la condanna definitiva per autoriciclaggio ed evasione fiscale. La sentenza di primo grado, emessa nel settembre 2024 dalla Corte d’appello di Milano, era stata confermata nei gradi successivi fino all’intervento della Cassazione. Il procedimento ora torna davanti a un nuovo collegio della Corte d’appello milanese per una rivalutazione secondo le indicazioni fornite dalla Suprema Corte.
Le accuse e le operazioni contestate
Al centro dell’inchiesta vi sono alcune operazioni commerciali, in particolare la compravendita di tre Ferrari Gran Turismo, che secondo l’accusa sarebbero state utilizzate per occultare un’evasione fiscale. Questi elementi rappresentano uno dei punti fondamentali del procedimento, su cui si concentrerà nuovamente l’analisi della Corte d’appello in sede di nuovo giudizio.

Prospettive e prossimi sviluppi
Il legale di Irene Pivetti, Filippo Cocco, ha espresso soddisfazione per l’esito della decisione della Cassazione, sottolineando come il nuovo giudizio rappresenti un passaggio cruciale per l’evoluzione della vicenda. La Procura generale, invece, aveva richiesto la conferma della condanna, ma la decisione finale della Suprema Corte ha imposto una revisione completa della sentenza.
Il caso, che ha avuto grande risonanza per la notorietà della figura politica coinvolta, resta quindi aperto e sarà la Corte d’appello di Milano a pronunciarsi nuovamente, definendo così le sorti giudiziarie di Irene Pivetti.