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Confindustria incorona Draghi e scarica Salvini: “Quota 100 un furto”

Confindustria ha scelto Mario Draghi. Nel giorno dell’assemblea annuale della associazione degli industriali, tenutasi a Roma il 23 settembre, il presidente Carlo Bonomi traccia un percorso che porta dritto tra le braccia dell’attuale presidente del Consiglio. Draghi viene paragonato a personalità come Alcide De Gasperi e Carlo Azeglio Ciampi. Al contrario, i partiti che sostengono il suo esecutivo vengono ‘bastonati’ con la richiesta pressante di mettere fine ai veti incrociati. E la Lega di Matteo Salvini? Bonomi gli riserva qualche stilettata, compresa la critica a chi flirterebbe con i no-vax.

TLB courtesy: 23/09/2021 – Imagoeconomica|

Carlo Bonomi si rivolge ai colleghi imprenditori iscritti a Confindustria dal palco del Palalottomatica del quartiere Eur, a Roma. E, di fatto, incorona Draghi leader del partito confindustriale, anche se quest’ultimo non esiste. Al sistema dei partiti, invece, vengono riservate solo critiche, accompagnate però dagli applausi scroscianti dei presenti.

“Noi imprese non esitiamo a dire che ci riconosciamo nell’esperienza e nell’operato del governo guidato dal presidente Draghi. E che ci auguriamo continui a lungo nella sua attuale esperienza. – puntualizza Bonomi per chi non avesse ancora capito da che parte sta Confindustria – Senza che i partiti attentino alla coesione del governo pensando alle prossime Amministrative. O con veti e manovre in vista della scelta da fare per il Quirinale”. Chiaro, anche se non diretto, il riferimento del leader di Confindustria ai veti opposti dalla Lega ad alcuni provvedimenti.

Carlo Bonomi, presidente Confindustria

Insomma, Draghi promosso a pieni voti, e i partiti bocciati senza appello. Anche se senza i loro voti in Parlamento lo stesso governo dell’ex presidente Bce non esisterebbe. Bonomi ce l’ha proprio con i partiti, formati secondo lui da uomini del “rinvio eterno”. Poi, l’affondo contro Quota 100, il provvedimento sulle pensioni bandiera della Lega. “È stata un furto ai danni dei soggetti fragili del nostro welfare squilibrato”, sentenzia il numero uno di Confindustria.

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