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Conte il più amato, Salvini il più odiato. Il sondaggio del 2020 degli italiani

Il 2020 è stato senza dubbio un anno drammaticamente “eccezionale”. E così, ecco che con l’arrivo di San Silvestro si tirano alcune somme, soprattutto sul gradimento dei nostri leader politici. È sempre tempo di sondaggi, a fine anno più che mai. Cosa emerge, dunque? Nell’anno del Covid il primato di leader più amato dagli italiani va al presidente del consiglio Giuseppe Conte. Come spiega nella sua analisi su Repubblica Ilvo Diamanti, “l’emergenza ha ridimensionato e spinto ai margini l’opposizione. Percepita come un ostacolo. Indipendentemente da chi la rappresenta. Così abbiamo assistito alla rapida e improvvisa ascesa del premier Giuseppe Conte, che è divenuto leader forte per emergenza, necessità e per abilità propria”.

Durante la prima fase del Covid, la fiducia nei suoi confronti è salita fino al 70%. Un livello sceso solo in seguito, in fase due, ma che ha fissato percentuali comunque altissime, nonostante che nei mesi recenti siano risalite le cifre del contagio, dei contagiati, e delle vittime. Fra i leader che partecipano alla scena politica, Conte è dunque primo, davanti a tutti e per distacco, come hanno indicato un terzo degli intervistati da Demos. “Dietro di lui c’è li vuoto. I più vicini (si fa per dire) non arrivano al 10%. Salvini, Meloni e lo stesso Presidente Mattarella si fermano al 7.8%. Seguiti da Berlusconi, ridotto al 2%.

“Se volgiamo lo sguardo oltre i nostri confini e osserviamo lo scenario internazionale. Il quadro appare molto più chiaro. I ‘migliori’ sono poco visibili. Si distingue solo Angela Merkel. Perché oggi, fuori dall’Italia, agli occhi degli italiani esiste solo una figura. Almeno quest’anno. Il ‘peggiore’: Donald Trump. Che promette e minaccia di resistere ancora, nonostante la sconfitta alle Presidenziali. Matteo Salvini invece, è il ‘peggiore fra i peggiori’. A casa nostra. Indicato come tale dal 35% degli italiani. Come l’anno scorso”.

Conte dunque interpreta la figura del Capo in modo coerente con il nostro tempo. Il tempo della paura. “Il problema per lui – conclude Diamanti – sorgerà se la paura dovesse passare. Declinare, insieme al virus. Tuttavia, gli Italiani, per ora, guardano avanti e immaginano che l’anno che verrà sarà migliore di quello che sta finendo. Non perché ci credano davvero. Ma perché ‘vogliono’ ancora crederci. E perché, ragionevolmente, peggio di così non può andare”.

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