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Ecco il Decreto Semplificazioni: così Conte vuole far ripartire l’Italia. Cosa contiene

Il decreto Semplificazioni sta prendendo forma, il Consiglio dei ministri dovrebbe approvarlo già giovedì. È un punto fondamentale per la ripresa dell’Italia e Conte lo sa bene. Per questo si limeranno dettagli fino all’ultimo momento. Intanto, però, iniziano a uscire i primi indizi su quello che conterrà. A dare alcune anticipazioni è Repubblica: “Detterà ‘regole omogenee per tutte le amministrazioni pubbliche, per gli acquisti ict, per lo sviluppo dei sistemi e per la progettazione e realizzazione dei servizi digitali ai cittadini, con regole per la formazione tecnologica dei pubblici dipendenti ed esperti che affianchino i progetti di trasformazione digitale delle amministrazioni”.

Per velocizzare le fasi dell’appalto, “il governo propone che, fino al 31 dicembre 2021, si proceda senza gara ma con l’affidamento diretto per le opere fino a 150mila euro e con la trattativa diretta con almeno 5 operatori per quelle di importo superiore, riservando la gara vera e propria solo a quelle sopra i 5 milioni. Inoltre la Presidenza del Consiglio potrà individuare opere di rilevanza nazionale per le quali si introdurranno procedure a trattativa ristretta”. Nasce anche il Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche. “L’esigenza è quella di evitare che la mancanza temporanea di risorse pubbliche (in attesa della erogazione di un finanziamento o per altra causa) possa costituire un ostacolo alla realizzazione dell’opera”. Beneficiari del Fondo sono quindi le stazioni appaltanti.

Si legge a questo proposito nel decreto: “Fino al 31 luglio 2021 si prevede l’obbligatorietà della costituzione del Collegio consultivo tecnico per appalti di valore superiore alle soglie comunitarie o per opere di interesse nazionale. Il collegio, oltre a svolgere alcuni rilevanti compiti in tema di sospensione e modifica delle opere, ha funzione di assistenza per la rapida risoluzione delle controversie o delle dispute tecniche”. Sul fronte ambientale, molto caro al premier Conte, il decreto introduce “un meccanismo semplificato per il rilascio delle garanzie pubbliche da parte di Sace a favore di progetti del green new dea” – quindi con un taglio innovativo e ambientalista -“in linea con la strategia ambientale promossa dalla Commissione Ue”.

Un altro tema che più volte ha toccato il presidente del consiglio Conte è la necessità di rendere più agili le procedure per gli interventi contro il dissesto geologico: “Rispetto alla normativa vigente si semplifica e si velocizzano i tempi di assegnazione dei fondi ai commissari”. Questi potranno “procedere immediatamente all’avvio delle attività di progettazione e di realizzazione degli interventi”. “È introdotto”, inoltre, “un Piano straordinario di manutenzione del territorio forestale e montano”, con procedure anche in questo caso agevolate.

Infine, si potrà accedere a tutti i servizi digitali della Pubblica Amministrazione tramite Spid e Cie, e anche tramite un’applicazione su cellulare. Non servirà più – dunque – esibire un documento di identità qualora si sia in possesso già di quella digitale”. La bozza del provvedimento prevede l’obbligo per le amministrazioni di offrire i servizi anche in modalità digitale e su mobile; i professionisti avranno sdiritto ad aprire un “domicilio digitale”, anche non iscritti ad albi. Via libera anche alla semplificazione e al rafforzamento del domicilio digitale dei cittadini come modalità ordinaria di comunicazione con la PA.

Il decreto – fortemente voluto da Conte – impone alla Pubblica Amministrazione “di sviluppare i propri sistemi con modalità idonee a consentire l’accesso da remoto ai propri dipendenti e favorire così il lavoro agile (smartworking)”. Il capo del Dipartimento della Trasformazione digitale della presidenza del Consiglio dei ministri scriverà un Codice di condotta tecnologica.

 

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