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Renzi, Conte e quel videomaker: i Cinque Stelle scoprono il triangolo e vanno in tilt

Toh, che mossa Giuseppe Conte! E Di Maio ora che dice? Il presidente del consiglio conferma nella squadra di Palazzo Chigi il videomaker renziano che Giggino voleva licenziare. Il premier nella riorganizzazione della macchina amministrativa ha deciso di affidarsi a Filippo Attili per il ruolo di videomaker ufficiale della presidenza del Consiglio: stipendio annuo di 37mila euro. Chi lo paga? Il ministero dell’ Interno. E perché? Perché Attili è un poliziotto prestato allo staff che si occupa della comunicazione del governo.

D’ora in avanti, l’ex videomaker renziano lavorerà gomito a gomito con i guru grillini. Seguirà Conte negli appuntamenti ufficiali in Italia e all’estero. Ma le strade di Filippo e del M5S si sono già incrociate nel 2014. Il 7 agosto di 4 anni fa, in piena campagna anti sprechi, una quindicina di parlamentari grillini consegnò all’ex ministro del Lavoro Poletti una durissima interrogazione parlamentare, sollevando sospetti sull’incarico affidato ad Attili per le riprese ufficiali degli eventi di Palazzo Chigi.

Tra i firmatari dell’interrogazione (n.4-05880) c’era, udite udite, anche il vicepremier Di Maio, numero due di Montecitorio nella passata legislatura. Con l’iniziativa parlamentare, il leader del Movimento puntava ad accertare i motivi per cui “un ex appartenente alla polizia di Stato (Filippo Attili) accompagni il presidente, con funzioni di foto-cameraman, venendo distratto dai propri compiti istituzionali”.

Un atto di sfiducia contro uno dei più stretti collaboratori di Matteo Renzi. Tra i promotori dell’ interrogazione parlamentare non c’era solo l’attuale ministro dello Sviluppo economico ma anche Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture. I Cinque stelle, oggi tutti componenti del governo Conte, con un’azione collettiva spingevano per allontanare Attili da Palazzo Chigi. Quattro anni dopo, gli esponenti del M5S avranno cambiato idea?

Forse la scelta di confermare Attili è stata benedetta da Rocco Casalino, vero motore della macchina comunicazione di Palazzo Chigi. L’ex poliziotto è stato inserito nella squadra di 7 persone che cura la comunicazione del capo del governo. Il caso Attili dimostra, però, come i grillini, una volta giunti nelle stanze del potere, non abbiano avuto problemi a cambiare idea. I nemici di ieri sono diventati i collaboratori di oggi. Con buona pace delle vecchie guerre.

L’ex agente della polizia di Stato è approdato nel 2012 nelle stanze di Palazzo Chigi con il governo guidato da Mario Monti. Nei tre esecutivi a guida Pd (Letta-Gentiloni-Renzi) si è guadagnato stima e riconferma. Via dalla testa di Filippo Attili, quindi, quella vecchia interrogazione, firmata da uno degli azionisti di maggioranza dell’esecutivo che pesava come un macigno.

 

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