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Conte: “Non ci fermiamo”. Ma la sconfitta umbra fa tremare il governo

Ci ha messo la faccia fin dall’inizio, pur sapendo che l’impresa era ardua e che alla fine, probabilmente, sarebbe arrivata una sconfitta senza appello. Giuseppe Conte si è mostrato comunque sorridente per le foto di rito, consapevole che il successo del centrodestra a trazione salviniana in Umbria non può essere ignorato e deve per forza suscitare dubbi, analisi, tentativi. Ma non per questo fermare l’azione di un governo coraggioso nella sua genesi e nelle sue scelte, sempre complicate.

I numeri, però, restano lì, impietosi. La Regione è andata a Donatella Tesei (57,5% delle preferenze) a capo di una coalizione dove a fare la parte del leone è stata la Lega (quasi 37%) seguita da Fratelli d’Italia (10,3%). Sconfitta nettamente l’alleanza giallorossa attorno al candidato Vicenzo Bianconi (37,4%): il Partito Democratico, storicamente forte in Umbria, ha ottenuto il 22,3% delle preferenze, con il M5S fermo al 7,41%.

La paura, ora, è che qualche pezzo inizi a perdersi per strada. Uno su tutti, Luigi Di Maio. Il leader dei Cinque Stelle continua a mostrare animo inquieto e a interrogarsi sulla bontà di un patto, quello coi dem, che nella testa di Conte non è e non può essere in discussione. L’alleanza umbra non ha funzionato ma, per il premier, è comunque da lì che si deve ripartire per guardare al futuro: alla costruzione di una proposta efficace sui singoli territori firmata da Pd e Cinque Stelle.
Emilia Romagna, Calabria, Puglia. Questi i prossimi appunti che assumeranno ora il peso di tanti macigni. C’è Renzi, che dall’Umbria si è tirato fuori e che ora presenterà il conto sulla manovra. E ci sono le anime di un Movimento dilaniato, che continua a vivere di correnti, pulsioni, attrazioni fatali ora verso Italia Viva e ora (questo il sospetto di Conte su Di Maio) verso un ritorno al passato con la Lega.La tesi comune a tanti in queste ore è che Di Maio, che aveva abbracciato l’avventura giallorossa convinto di avere il ruolo di protagonista assoluto sul palco, sia ormai annebbiato dalla competizione con Conte, la vera star di questi primi mesi di esecutivo. E stia valutando l’ipotesi di un “gialloverde 2.0” con Salvini, l’uomo che ha sbancato l’Umbria. Si attendono le prossime, fatidiche mosse del leader pentastellato.

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