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Conte: “Pronto altri 50 miliardi per rilanciare l’economia”. E ribadisce il no al Mes

Nell’informativa al Senato, il premier Giuseppe Conte ha spiegato la strategia alla quale sta lavorando il governo per affrontare al meglio i prossimi mesi, quelli che vedranno l’Italia iniziare a muovere nuovamente passi in avanti dopo il lockdown pur dovendo convivere con l’emergenza sanitaria. Un piano che passa da “cinque punti”, ha spiegato il premier, a partire dal “mantenimento e dall’obbligo di rispetto del distanziamento sociale”. E poi “il rafforzamento delle reti sanitarie territorio, in particolare servizi di prevenzione”.Terzo punto: “Intensificare nel territorio la presenza di Covid-hospital per la gestione dei pazienti, dedicati esclusivamente al virus per ridurre il rischio di contagio” ha spiegato Conte. E poi un uso corretto dei test, “sia molecolari (il tampone) sia sierologici”. Infine Immuni, la tanto discussa app che permetterà al governo di mappare i contatti sospetti, individuare rapidamente eventuali persone positive e isolarle per evitare che possano scoppiare degli ulteriori focolai”.Ma Immuni sarà obbligatoria? No, chiarisce Conte. “L’app funzionerà su base volontaria e non obbligatoria, chi non vorrà scaricarla non subirà limitazioni nei movimenti. Un team composto da esperti sta affiancando il commissario Arcuri per implementare questa applicazione nel migliore dei modi”. Il premier ha poi rivendicato l’ingente distribuzione di materiale sanitario alle Regioni da parte della protezione civile e ha chiarito la strategia sulla quale si sta lavorando per l’avvio nel migliore dei modi della Fase 2: “Dobbiamo fare il possibile per preservare l’integrità del tessuto produttivo. I motori del Paese devono riavviarsi ma devono farlo in base a un piano ben strutturato, che comporti una revisione dei nostri modelli di comportamento”.“Un team di esperti, tra i quali Borrelli e Arcuri, sta lavorando a un piano per riaprire tenendo però sotto controllo la curva del contagio in modo da intervenire laddove si rinnalzi oltre una certa soglia. Una volta terminato il programma lo discuteremo con tutti i soggetti interessati per acquisire le loro valutazione. È uno dei passaggi più complessi, un’imprudenza in questa fase”. Conte ha poi annunciato per la prossima settimana la richiesta di scostamento di bilancio per aprile per una cifra non inferiore a 50 miliardi di euro, un ricorso al disavanzo che servirà a finanziare anche “il rafforzamento del personale sanitario, della sicurezza, degli ammortizzatori sociali per chi non è coperto da cassa integrazione, del sostegno per le piccole e medie imprese”.

 

Infine il no ribadito al Mes: “L’Unione europea e l’Eurozona non possono permettersi di ripetere gli errori commessi nella crisi finanziaria del 2008, quando non si riuscì a dare una risposta comune. Un rischio che non ci possiamo permettere di correre perché il fallimento nel produrre una risposta adeguata e coraggiosa provocherebbe un grave danno allo stesso progetto europeo”.