Europa

Recovery Fund, ora parla Conte: “Tanti dicevano di non espormi, io ci ho sempre creduto”

Il premier Conte non si lascia andare a un facile entusiasmo, ma nelle sue parole la soddisfazione è lampante. Del resto, questa in Europa è anche (se non soprattutto) una sua vittoria, una vittoria dell’Italia: “Ci abbiamo creduto quando in pochi ci avrebbero scommesso”, dice Giuseppe Conte in un colloquio con La Stampa sul Recovery fund europeo. “In molti – afferma-, anche sul piano interno, mi invitavano ad essere cauto e a non espormi dicendo che avrei sicuramente rimediato una cocente sconfitta politica. Ma sono stato sempre consapevole che una reazione europea forte e unitaria era assolutamente necessaria non solo per l’Italia ma anche per il futuro stesso dell’Europa”.

Continua Conte: “Con i leader europei più contrari o perplessi – sottolinea – mi sono confrontato più volte, anche in modo molto franco, invitandoli a considerare che senza una risposta adeguata avremmo distrutto il mercato unico e compromesso irrimediabilmente tutte le catene di valore. Una risposta buona ma tardiva sarebbe stata inutile”. Il premier riconosce inoltre che “ora c’è ancora molto da lavorare. Ci aspetta un Consiglio europeo molto impegnativo e dobbiamo cercare di rendere tempestiva l’attivazione di questi nuovi strumenti”.

Conte parla di “ottimo segnale da Bruxelles; che va esattamente nella direzione indicata dall’Italia. Siamo stati descritti come visionari perché ci abbiamo puntato dall’inizio. 500 miliardi a fondo perduto e 250 miliardi di prestiti sono una cifra adeguata. Ora acceleriamo sul negoziato per liberare le risorse presto. Che le capitali europee lo assecondino”. Non sarà facile, Olanda e Svezia hanno già fatto numerosi rilievi, il prossimo Consiglio europeo a giugno potrebbe non bastare per raggiungere un accordo definitivo, ma intanto la base di partenza privilegia l’Italia come primo Paese destinatario dei fondi.

Il nostro paese, infatti, se la proposta della Commissione passasse così com’è, otterrebbe stanziamenti a fondo perduto per 81,8 miliardi e prestiti per 90,9 miliardi. A livello comunicativo la sintesi perfetta la dà Matteo Renzi: “Molto bene la proposta della Commissione europea sul Recovery Fund. Unione europea batte populisti 750 (miliardi) a zero”, ha scritto il leader di Italia Viva su Twitter.

 

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