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Conte si difende (e si assolve da solo): “Nessun conflitto di interesse”

Antonio Conte si difende e si assolve dopo le accuse lanciate nei suoi confronti dal Financial Times, che lo volevano al centro di un caso di conflitto di interessi per il suo rapporto con Fiber 4.0. Precisando, in una lettera pubblica pubblicata dallo stesso quotidiano che ha dato spazio alla replica del premier, che le sue azioni “sono state giudicate totalmente appropriate e alla luce del sole dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, responsabile per le indagini sui conflitti di interesse in Italia”.

“Il 24 gennaio 2019, infatti – continua Conte nel testo- l’Autorità ha escluso l’esistenza di un tale conflitto d’interesse alla luce dei chiarimenti forniti e dei documenti ricevuti”. Il presidente del Consiglio ha poi precisato di aver lavorato per il gruppo all’inizio di maggio 2018, quando ancora non aveva ricevuto l’incarico di premier del governo gialloverde formato da Lega e Movimento Cinque Stelle.
“Voglio sottolineare – si legge ancora nel documento – il fatto che questo è stato l’unico contatto professionale che io abbia mai avuto con Fiber 4.0, dal momento che prima non ero mai stato coinvolto dall’azienda in alcuna attività”. E ancora: “Di conseguenza ero del tutto inconsapevole del fatto, e in effetti non era necessario saperlo, che Raffaele Mincione fosse tra gli investitori, o che fosse coinvolto un fondo di investimento sostenuto dal Vaticano, come ipotizzato nell’articolo”.Sul conflitto di interesse, poi: “Quando ho accettato di redigere il parere, né io né nessun altro avrebbe potuto immaginare che, poche settimane dopo, un governo presieduto da me sarebbe stato chiamato a pronunciarsi esattamente sulla stessa questione. Per evitare ogni possibile conflitto di interessi, mi sono astenuto da qualsiasi valutazione e decisione. In particolare, non ho partecipato alla riunione del Consiglio dei ministri del 7 giugno 2018, in cui è stata esaminata la questione,  dal momento che quel giorno ero in Canada per il G7″.

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