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Conte sospeso, Telese: “E se lo avessero fatto a Letta? Doppiopesismo”

La nomina di Giuseppe Conte a presidente del M5S è stata sospesa dal tribunale di Napoli. La notizia sta facendo tribolare e non poco il Movimento, già alle prese con la spaccatura tra Conte stesso e l’ex capo politico Luigi Di Maio. A complicare le cose ci si è messo pure il fondatore Beppe Grillo che invita a “rispettare le sentenze”, senza però spiegare chi attualmente sia alla guida dei pentastellati. Nella polemica, alimentata da tutti i grandi organi di informazione, si inserisce anche il giornalista Luca Telese con una provocazione.

Giuseppe Conte e Enrico Letta

“Ma cosa sarebbe accaduto se un tribunale avesse sospeso Enrico Letta da segretario del Pd?”. È questa la domanda che si pone Luca Telese in un tweet breve quanto graffiante. “Doppiopesismo”, aggiunge l’ospite fisso di Massimo Giletti a Non è l’Arena, lasciando intendere che a livello giudiziario venga riservato un trattamento di favore al Partito democratico rispetto a tutti gli altri, soprattutto a quello di Giuseppe Conte.

Una provocazione che suscita diverse reazioni interessanti. “Hai letto il dispositivo? – gli spiega un commentatore facendo riferimento alla sentenza di Napoli – Hanno fatto una votazione in difformità a quanto previsto dallo statuto che per i partiti o associazioni è la costituzione. Puoi modificarla ma non aggirarla. Aventi diritto hanno fatto ricorso e giudice è intervenuto. Ed ha ragione”.

Giuseppe Conte e Enrico Letta

“Il tribunale di Napoli ha sospeso ‘in via cautelare’ due delibere. – protesta invece un altro – Tutto questo a seguito di un ricorso di tre attivisti napoletani. Poi qualcuno ci spiegherà quale sia il meccanismo che consente alle procure di interferire sulle scelte interne di una organizzazione politica”. Un altro ancora risponde direttamente alla domanda su Letta: “Accadrebbe una mezza rivolta di tutte le foche sapienti di questa Repubblica. Ma tranquillo, non troveresti un magistrato che è uno capace di prendere una decisione del genere anche se ce ne fossero mille ragioni”.

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