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Conte vede la luce: “Ex Ilva, soluzione vicina. Non escludo l’intervento pubblico”

Di crisi Giuseppe Conte non vuol sentire parlare. Convinto che quella deadline che i giornali continuano a sottolineare, il mese di gennaio, non sarà affatto il capolinea per il governo giallorosso, destinato a durare molto di più. Purché, però, si definisca un nuovo programma e gli alleati abbraccino l’avventura con piglio diverso, meno concentrati sulle bandierine personali e più sull’efficacia di un piano di riforme da portare avanti. A partire dal nodo Ilva.

Intervistato da Repubblica, il premier ha chiarito che “la soluzione è vicina. Il signor Mittal mi ha detto di essere pronto a tornare sui suoi passi e investire nello stabilimento. Gli ho spiegato che nel frattempo prenderà il via il ‘Cantiere Taranto’, un ventaglio di progetti che rilanceranno l’unicità della città. Le premesse per il lieto fine ci sono e abbiamo ottenuto un primo passo, il blocco del processo di recessione. Lo scudo? Sarà l’ultimo nodo da affrontare. Un intervento pubblico? Non lo escludo”.
Sul fronte Alitalia, Conte ha chiarito di essere al lavoro insieme agli alleati per “una soluzione di mercato, non un salvataggio rabberciato. Abbiamo estremo bisogno di una compagnia che rafforzi il nostro sistema di trasporto”. Il Mes, il fondo monetario europeo finito al centro delle polemiche nelle scorse ore? “Abbiamo avviato una discussione nella maggioranza. Dobbiamo sederci al tavolo europeo e far valere le nostre argomentazioni”.

Agli alleati dem e Cinque Stelle, però, Conte manda un messaggio preciso: “Invito tutte le forze politiche e i protagonisti di questo impegno di governo a rimanere concentrati. Non verremo giudicati per proclami o frasi a effetto ma per quanto di buono riusciremo a produrre”.

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