People

Coronavirus, gli specialisti rivelano i primi dati dei test: da cosa deriva e qual è la causa

Il Coronavirus cinese sta allarmando ormai il mondo intero. I casi crescono di ora in ora, così come il numero delle vittime. Ma per mettere un freno alla psicosi, fortunatamente, gli specialisti hanno iniziato a rendere pubblici i primi dettagli sulle caratteristiche cliniche dell’infezione e sul virus che la causa. Renata Gili su medicalfacts.it analizza – a servizio dell’intera popolazione – questi dati e spiega come stanno le cose. “Ci vengono in aiuto due lavori appena pubblicati su The Lancet. In uno sono stati descritti i sintomi e l’andamento clinico di 99 pazienti ricoverati presso l’ospedale specializzato in malattie infettive di Wuhan (Jinyintan Hospital), con infezione confermata da coronavirus. Facciamo subito una precisazione: il ricovero in ospedale è riservato alle forme più gravi. Questo altera, e non poco, il quadro in quanto – fortunatamente -, non tutte le infezioni hanno un decorso severo”.

“Partiamo dai punti più chiari: dei 99 pazienti, circa la metà sono persone che hanno lavorato presso il mercato ittico dove l’epidemia sembrerebbe essere cominciata. L’altra metà non riferisce di aver frequentato quel mercato, ma questo non ci stupisce visto che è ormai certa la trasmissione interumana (da essere umano a essere umano) del virus. Quasi il 70% dei casi di questi pazienti è costituito da persone di età superiore ai 50 anni, soprattutto uomini, e in più della metà dei casi i pazienti presentavano delle malattie croniche preesistenti. La presenza di altre malattie o l’anzianità sembra che aumentino il rischio di sviluppare delle complicanze o di morte. Questo è utile sottolinearlo”.

I sintomi più frequenti: “Al momento del ricovero, i sintomi più frequenti sono stati febbre e tosse. È importante, però, sottolineare che questi sintomi, che sono quelli più significativi, non sempre erano presenti insieme in tutti i pazienti. La febbre, per esempio, in quasi il 20% dei casi era assente. Quindi, se nemmeno nei casi che necessitano di ospedalizzazione ci sono sempre tutti i sintomi, è molto probabile che molti casi di coronavirus possano presentare sintomi più lievi che non vengono proprio identificati. Il 75% dei pazienti aveva chiari segni di una polmonite in corso con interessamento di entrambi i polmoni. Gli antibiotici non sono di nessuna utilità in quanto non hanno alcun effetto sui virus”.

“Una delle cose che possiamo dire è che i pazienti di questo studio si trovano certamente in condizioni più gravi di quelli che non sono stati ricoverati in ospedale e sui quali spesso non viene eseguito il test diagnostico. Il test per il coronavirus infatti, purtroppo, non è disponibile per tutti ma solo per i casi con esami alterati e con segni di lesione polmonare alla radiografia del torace. Iniziamo a sapere qualcosa di più preciso, ancorché non ancora conclusivo, sul virus. L’analisi del suo codice genetico ha confermato che è un virus molto simile a quello della SARS, ma non è lo stesso o una sua variante. È senza ombra di dubbio un virus diverso”.

“Come per il virus della SARS, il serbatoio animale iniziale (ovvero non quello che l’ha direttamente trasmesso all’uomo) è quasi certamente il pipistrello. Ancora non sappiamo quale sia, invece, l’animale che dopo aver acquisito il virus dal pipistrello, l’ha trasmesso all’uomo. In questo momento non dobbiamo prendere conclusioni affrettate e, men che meno, farci prendere dal panico”.

 

Ti potrebbe interessare anche: Caso-citofono: un carabiniere ha aiutato Salvini nella sceneggiata. Ora è sotto inchiesta