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Coronavirus, la Cina attacca l’Italia: scoppia la crisi diplomatica

910 morti, un bilancio complessivo sempre più terribile che ha superato di gran lunga quello della Sindrome respiratoria acuta grave (Sars) che aveva ucciso 774 persone in tutto il mondo nel 2002-2003. Con i casi di contagio salito ormai sopra quota 40 mila e il numero di stranieri colpiti dal coronavirus all’interno del Paese salito a 27. L’Oms, organizzazione mondiale della sanità, ha inviato una squadra di esperti in Cina, dove il numero di infezioni rilevate quotidianamente nel Paese si sta stabilizzando, ma è troppo presto per concludere che l’epidemia ha superato il suo picco. 

“Stiamo registrando un periodo di stabilità di quattro giorni, in cui il numero di casi segnalati non è aumentato. Questa è una buona notizia e potrebbe riflettere l’impatto delle misure di controllo che sono state messe in atto” ha dichiarato il responsabile del programma di emergenza sanitaria dell’Oms, Michael Ryan. E se all’estero il diffondersi del contagio sembra più lento, non è invece da escludere che in Cina possa esserci una vera e propria accelerazione.
La chiusura temporanea dei voli diretti da parte dell’Italia ha nel frattempo scatenato le ire di Pechino, con la Cina ad auspicare che il nostro Paese possa fare una valutazione “obiettiva, razionale e fondata sulla scienza” dell’epidemia di coronavirus nel Paese asiatico e che si trattenga dal prendere misure eccessive. Atterrato, invece, l’aereo proveniente dalla base Raf di Brize Norton, nell’Oxfordshire, con a bordo il piccolo gruppo di 8 italiani provenienti da Wuhan, la regione focolaio del coronavirus. Dopo i primi controlli, il gruppo è stato trasferito in pullman all’ospedale militare del Celio, dove dovrà trascorrere il programmato periodo di quarantena.Gli italiani erano arrivati in mattinata in Inghilterra, alla base Raf di Brize Norton, nell’Oxfordshire, a bordo di un aereo proveniente da Wuhan con 200 persone. Dovevano essere nove, ma Niccolò, lo studente 17enne di Grado, invece è rimasto bloccato in Cina, dato che ha di nuovo la febbre. Il ministro Di Maio ha rassicurato la famiglia sostenendo che sarà fatto il possibile per una risoluzione in tempi rapidi del caso.

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