People

Coronavirus, in Salento i detenuti producono in carcere le mascherine e le donano

Nel bel pieno dell’emergenza coronavirus ogni fetta di popolazione italiana si sta ingegnando per poter dare il proprio contributo e aiutare gli altri. Non sono esclusi i carcerati, e così arriva oggi, dal Salento, una notizie bellissima: le mascherine made in carcere. “Abbiamo già donato più di 5000 mascherine alla comunità carceraria, al Comune di Lequile che ci ospita da anni e presto saremo attivi anche su scala nazionale”. Spiega così Luciana Delle Donne, fondatrice di ‘Made in carcere’, il nuovo progetto avviato dall’Onlus per far fronte all’emergenza sanitaria del coronavirus.

“Abbiamo deciso di investire il tempo sospeso della quarantena per ripensare a scenari futuri trasformandolo così in tempo attivo. Nelle carceri di Lecce e Trani dove lavorano circa 15 risorse, e a breve anche a Matera e Taranto, si stanno creando dispositivi di protezione da usare, lavare e riutilizzare. Si tratta – spiega Delle Donne a Repubblica – di mascherine dotate di filtro in Tnt che si potrà sfilare e sostituire mentre l’involucro, una volta lavato potrà essere riutilizzato: non c’è più tempo per lo spreco”.

I dispositivi, prodotti negli istituti penitenziari di Lecce e Trani, sono stati già consegnati a detenuti e Comune, e presto la produzione cercherà di allargarsi per diventare attiva su scala nazionale e aiutare così più persone possibile. E mentre la politica si divide, la magistratura si organizza da sé, sfruttando le leggi già in vigore, per affrontare e tentare di risolvere l’emergenza carceraria nei giorni durissimi del coronavirus e dopo le rivolte di marzo.

Il primo aprile, il procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi, dopo una riunione via web con i Pg di tutta Italia, ha sottoscritto un documento di 19 pagine che, sfruttando le leggi attualmente in vigore, tenta di affrontare il surplus di detenuti chiusi nelle patrie galere che, per oggettiva mancanza di spazio, non possono rispettare le regole anti Covid-19 ovviamente obbligatorie per tutti gli italiani.

 

Ti potrebbe interessare anche: I migranti di Parma donano 500 euro all’Italia: “Voi ci avete salvato la vita”