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Coronavirus, l’Istituto Superiore di Sanità: “Sono solo 12 i morti senza patologie pregresse”

Sono “solo” 12 le persone morte in Italia dopo esse stati colpiti dal coronavirus che non presentavano patologie pregresse che ne spieghino la fine. È quanto fa sapere l’Istituto Superiore di Sanità nel report sulle caratteristiche dei decessi dei pazienti affetti da Covid-19. Lo riporta l’agenzia Nova. “Questo dato – specifica sempre l’agenzia – è stato ottenuto su 355 cartelle, rispetto al totale di 2.003 pervenute: il 17,7 per cento del campione complessivo. Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 2,7. Complessivamente, 12 pazienti, pari al 3,4 per cento del campione, non presentava alcuna patologia. Sono 84 le vittime (il 23,7 per cento) che presentava una sola patologia; 90 presentavano due patologie (il 25,4 per cento); e ben 169 (il 47,6 per cento) erano affette da tre o più patologie”.

Il dato – in questa drammatica situazione è in un certo senso “confortante” – può contribuire a dare una nuova lettura all’aggressività del virus, mentre il governo rinnova in ogni caso l’appello a non abbassare la guardia. Ancora nuovi contagi si registrano ogni giorno, ma fortunatamente sempre più persone guariscono e diventano negative. Secondo i dati forniti da Angelo Borrelli capo della Protezione civile oggi sono guarite 192 persone (2.941 in totale), i positivi in più rispetto a ieri sono 2.989 che portano il totale a 26.062.

Di queste 2.060 sono ricoverate in terapia intensiva, il 10 per cento del totale. Le persone morte sono 345 che portano il totale a 2.503 dall’inizio della pandemia. A questo punto in Italia si contano 26.062 malati di coronavirus (+2.989 su ieri), cui si aggiungono 2.941 guariti (+192) e 2.503 decessi (+345). Il numeri di casi totali balza a 31.506, una crescita di 3.526, superiore a quella di ieri.

Il dato da sottolineare, anche qui, è “nel trend che stiamo vivendo in questo periodo, la prossima settimana potremo avere dati più significativi rispetto alle misure prese, ed è comunque presto per capire e fare delle previsioni sulle diffusioni del virus al sud e per poter esprimere dei giudizi”, ha detto Borrelli ribadendo che “quello che è importante è limitare la mobilità e stare più possibile a casa, perché questo è l’unico modo che ci permette di ridurre” la diffusione del virus”.

 

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