
Tensione nel pomeriggio di sabato 24 ottobre, giornata di mobilitazioni in tutta Italia. A Torino, durante il corteo “Noi la guerra non la paghiamo”, la polizia ha respinto con cariche di alleggerimento alcuni manifestanti che cercavano di forzare i blocchi, e dal corteo sono partiti lanci di bottiglie, pietre, bastoni e petardi. A Roma sono state identificate circa 200 persone, 63 delle quali portate in questura, mentre a Milano, con il centro presidiato, si è formato un corteo spontaneo. La situazione è in evoluzione. Altre notizie nella sezione scontri Milano.
Torino: cariche e lanci di oggetti
Dopo il ritrovo in piazza Castello, dove erano presenti oltre mille persone, la polizia ha impedito ai manifestanti di procedere verso via Po con una breve carica di alleggerimento, con scudi e manganelli; seguite da altre due cariche che hanno consentito agli agenti di avanzare di alcuni metri. Alcuni manifestanti hanno raggiunto il sagrato del Duomo nel tentativo di aggirare i blocchi e inoltrarsi verso il centro, interamente presidiato, ma sono stati allontanati con altre cariche; contro gli agenti è partito un lancio di oggetti, tra cui bottiglie di vetro, pietre e bastoni, riferisce Adnkronos. Il corteo, promosso dal coordinamento Torino contro il riarmo, era aperto da uno striscione contro il riarmo e il caro benzina.
Roma: identificati in 200, 63 in questura
A Roma, oltre agli appuntamenti annunciati via social, era prevista la manifestazione nazionale “Fuori l’Italia dalla guerra” da piazza della Repubblica ai Fori Imperiali. Le forze dell’ordine hanno identificato circa 200 persone, 63 delle quali sono state portate in questura. Nella mattina era in programma anche un corteo di Gioventù Nazionale.
Milano: corteo spontaneo e controlli
A Milano, dove sono schierati circa 1.400 tra agenti e militari, i controlli riguardano anche le stazioni della metropolitana. Si è formato un corteo spontaneo, con i ritrovi comunicati all’ultimo momento dal Movimento 17 ottobre.
Le altre città
Le mobilitazioni riguardano anche Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Palermo, Genova, Padova e altre città, con dispositivi di sicurezza rafforzati e perquisizioni in 18 città nei giorni scorsi.
Cosa non è ancora noto
Non sono noti i bilanci di feriti, fermati e denunciati della giornata né l’evoluzione dei cortei nelle ore serali. Per le persone coinvolte vale la presunzione di innocenza. Le informazioni, aggiornate alle 17, potranno cambiare.
Fonte: Il Messaggero, Adnkronos, ANSA, Il Fatto Quotidiano