Il caso di Garlasco continua a essere al centro dell’attenzione, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi. La Procura di Pavia ha riaperto un nuovo filone investigativo su Andrea Sempio, mentre emergono nuovi elementi riguardanti le sorelle Stefania e Paola Cappa, cugine della vittima. Recenti dichiarazioni dell’avvocata Valeria Mettica hanno fatto luce sulle intercettazioni che hanno coinvolto le due donne e la loro famiglia.
Le gemelle Cappa sono state oggetto di intercettazioni per un arco temporale di circa cinque mesi, da gennaio a maggio 2025. In questo periodo, i loro telefoni, insieme a quelli dei genitori e del fratello, sono stati costantemente monitorati dagli inquirenti di Pavia. Oltre alle intercettazioni telefoniche, sono state effettuate anche intercettazioni ambientali sulle automobili della famiglia.
Indagini e attività investigative
Dalle indagini svolte, però, non sono emersi elementi di rilievo tali da coinvolgere direttamente le sorelle Cappa. Nel fascicolo depositato il 7 maggio 2025 dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano non è presente alcun riferimento al contenuto delle intercettazioni. Le registrazioni si sono concluse alcune settimane dopo un’ispezione effettuata nel canale di Tromello, vicino all’abitazione della nonna delle sorelle, luogo nel quale aveva vissuto anche Chiara Poggi.
L’ispezione è stata disposta in seguito a una testimonianza rilasciata a un programma televisivo da un cosiddetto “super testimone”. Secondo la testimonianza, una vicina di casa della nonna delle gemelle aveva riferito che la mattina del 13 agosto 2007 una delle due sorelle sarebbe arrivata con un borsone pesante e avrebbe gettato qualcosa nel canale. Tuttavia, gli accertamenti effettuati non hanno portato al ritrovamento di oggetti utili alle indagini. Per questo motivo, il canale di Tromello non è menzionato nell’informativa dei carabinieri.
Reazioni e posizione delle sorelle Cappa
Secondo quanto dichiarato dall’avvocata Valeria Mettica, i carabinieri avevano previsto di osservare una possibile reazione delle sorelle dopo la diffusione della notizia dell’ispezione nel canale, ma questa non si è verificata. Di conseguenza, le intercettazioni sono state interrotte. Nella Nota 19/3-1-68 del 21 maggio 2025 si evidenzia che Stefania non ha mostrato preoccupazione per la sua posizione giuridica, bensì per le conseguenze che la diffusione mediatica avrebbe potuto avere sulla sua vita privata e professionale.
Nonostante le accuse riportate dai “super testimoni”, le indagini non hanno portato all’iscrizione delle sorelle Cappa nel registro degli indagati. Gli investigatori hanno ricostruito che la mattina dell’omicidio le due erano nella loro abitazione, circostanza confermata anche dai dati delle celle telefoniche.
Infine, l’avvocata Mettica ha sottolineato che su quasi cinque mesi di intercettazioni raccolte su tutta la famiglia Cappa, solo 16 conversazioni facevano riferimento al caso di Garlasco. Nessuna di queste è stata ritenuta probatoria dalla Squadra Omicidi, ma solo di interesse investigativo per il mantenimento delle intercettazioni finalizzate alla verifica della posizione delle sorelle. Inoltre, ha evidenziato come la pubblicazione integrale di tali conversazioni da parte di alcuni giornalisti costituisca una violazione dell’obbligo di riservatezza.