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“Cosa non torna”. Incidente Venezia, lo strano silenzio di Gabriella prima della tragedia: parla la famiglia

Il ritrovamento del corpo di Gabriella Querino ha chiuso giorni di ricerche nel territorio veneziano, ma non ha posto fine agli interrogativi dei suoi familiari. La giovane brasiliana di 26 anni è morta nello schianto in cui ha perso la vita anche il marito, Sean Michieli. Ora i parenti chiedono che gli accertamenti non riguardino soltanto la dinamica dell’incidente nautico, ma anche le ore che lo hanno preceduto.

Il corpo della ragazza è stato recuperato martedì mattina, dopo la scomparsa avvenuta in seguito all’impatto nel canale di Tessera. Gli investigatori sono impegnati nella ricostruzione della tragedia, mentre dalla famiglia di Gabriella emerge la richiesta di chiarire alcuni comportamenti ritenuti insoliti nelle ultime ore prima dello schianto.

Incidente nautico a Venezia, la lite e il silenzio prima della tragedia

Secondo quanto riferito dai familiari, venerdì Gabriella e Sean avrebbero avuto un litigio particolarmente acceso. La discussione sarebbe poi rientrata nel corso della serata. La 26enne avrebbe anche valutato l’ipotesi di rientrare in Brasile, per poi rinunciare a partire.

Si tratta di circostanze che, allo stato, non consentono di stabilire alcun nesso con l’incidente. Tuttavia, i parenti ritengono necessario che vengano considerate nella fase preliminare dell’indagine, insieme ai contatti e agli spostamenti della giovane prima dell’impatto avvenuto alle prime luci dell’alba.

La sorella e la cugina di Gabriella hanno richiamato l’attenzione soprattutto su un’abitudine che sarebbe stata interrotta proprio quella sera: la videochiamata quotidiana con la madre, Gisele. «L’ultima persona ad averla sentita è stata sua mamma Gisele. Loro due avevano l’abitudine di videochiamarsi ogni sera, prima che Gabriella andasse a dormire. Venerdì sera, invece, questa videochiamata non c’è stata», hanno raccontato.

Per la famiglia, anche il fatto che Gabriella non abbia risposto alla madre nel pomeriggio, facendo poi avere sue notizie soltanto attraverso due messaggi, rappresenta un elemento da verificare. I parenti chiedono di comprendere se possa essere accaduto qualcosa prima dell’incidente nel canale di Tessera, senza avanzare conclusioni sulla vicenda.

Le indagini sullo schianto e la ricerca di due turisti americani

In questo quadro, proseguono gli accertamenti sulla collisione tra il taxi acqueo e il barchino sul quale viaggiavano Gabriella Querino e Sean Michieli. Gli investigatori stanno cercando di rintracciare due turisti statunitensi presenti sul taxi acqueo al momento dello schianto, considerati possibili testimoni della dinamica. I due sarebbero rientrati negli Stati Uniti nello stesso giorno.

Il conducente del taxi acqueo, un veneziano di 38 anni, risulta indagato per omicidio nautico colposo. Secondo quanto avrebbe dichiarato, non si sarebbe accorto della presenza dell’altra imbarcazione prima dell’impatto. Saranno le testimonianze, gli eventuali rilievi tecnici e gli ulteriori accertamenti a definire la ricostruzione dei fatti.

La raccolta fondi in Brasile per raggiungere Venezia

Nel frattempo, a Ribeirão Preto, città brasiliana d’origine di Gabriella, la comunità si è mobilitata con una raccolta fondi per sostenere il viaggio dei familiari in Italia. La madre Gisele è già partita per Venezia, dove attende risposte sulle ultime ore di vita della figlia e sull’esatta sequenza degli eventi che hanno preceduto la tragedia.

L’indagine resta dunque aperta su più fronti: da un lato la dinamica nautica dello schianto, dall’altro gli elementi segnalati dalla famiglia riguardo alla giornata precedente. Sarà il lavoro delle autorità competenti a stabilire se tali circostanze abbiano rilievo nella ricostruzione complessiva del caso.

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