Vai al contenuto

“Così finisce male”. Meloni, la dura strigliata all’Europa su Kiev: Costa sotto accusa

Giorgia Meloni chiede all’Unione europea di chiarire con urgenza chi possa parlare a nome dei Ventisette nei negoziati sulla guerra in Ucraina. In una lettera indirizzata al presidente del Consiglio europeo, António Costa, la presidente del Consiglio contesta il susseguirsi di vertici e contatti diplomatici con formule diverse e senza un mandato comune. Il rischio indicato dalla premier è che l’Europa perda peso nelle trattative che riguardano direttamente la sicurezza del continente.

Meloni e l’Europa sull’Ucraina: la richiesta di una linea comune

La sollecitazione della premier riguarda la rappresentanza europea nei colloqui che coinvolgono Russia, Ucraina e Stati Uniti. Secondo la ricostruzione contenuta nella lettera, le iniziative diplomatiche si sarebbero moltiplicate senza che l’Unione abbia definito una delega politica condivisa, né i limiti di un eventuale mandato negoziale.

Meloni chiede quindi che i capi di Stato e di governo affrontino il tema durante il Consiglio europeo informale del 13 novembre a Dublino. L’obiettivo sarebbe arrivare al Consiglio europeo di dicembre con una decisione formalizzata: una rappresentanza riconoscibile e autorizzata a sostenere una posizione comune dell’Unione.

Negoziati sull’Ucraina, i diversi formati citati nella lettera

Nel documento, la presidente del Consiglio richiama anzitutto un incontro informale svolto a Miami tra consiglieri per la sicurezza nazionale di alcuni Paesi europei, rappresentanti ucraini, Nato e Unione europea. L’appuntamento, secondo quanto riferito, sarebbe stato confermato pubblicamente in un momento successivo attraverso fonti statunitensi.

La lettera menziona inoltre il vertice di Oslo e gli incontri di Helsinki, dove il presidente finlandese Alexander Stubb e il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre avrebbero interrotto i lavori del Consiglio nordico per una telefonata con Vladimir Putin condotta a titolo nazionale.

Il calendario delle prossime settimane comprende anche un incontro del cosiddetto “formato Berlino”, convocato per il 12 novembre a margine della Comunità politica europea, e la riunione della Coalizione dei Volenterosi, prevista il 19 novembre nella capitale tedesca con 37 Stati. Le due iniziative, come rilevato dalla premier, prevedono partecipanti e strutture non coincidenti.

“Europa in ordine sparso”: il nodo della credibilità

Per Meloni, la sovrapposizione di tavoli, interlocutori e formule diplomatiche evidenzia l’assenza di una direzione politica unitaria. Il punto non riguarda soltanto la presenza europea alle discussioni, ma anche la possibilità che singoli governi o gruppi di Paesi affrontino questioni destinate ad avere conseguenze per l’intera Unione.

“Dando l’immagine di un’Europa che va in ordine sparso, non facciamo altro che l’interesse di chi vuole che questa guerra continui”, sostiene la presidente del Consiglio.

La premier segnala che dalle trattative potrebbero derivare impegni politici, finanziari e militari per gli Stati membri. Per questa ragione, i rappresentanti presenti nei diversi contatti potrebbero discutere proposte e ipotesi, ma non assumere obblighi che ricadano sui Ventisette senza una preventiva autorizzazione politica.

Meloni: “Non chiedo un posto per l’Italia”

La presidente del Consiglio precisa che la sua iniziativa non sarebbe legata alla richiesta di assegnare all’Italia un ruolo specifico nei colloqui, né a una candidatura personale. Meloni afferma di essere pronta a rinunciare a entrambe le ipotesi, ribadendo che il tema centrale è il metodo con cui l’Europa intende organizzare la propria presenza.

Roma, aggiunge la premier, continuerà a offrire il proprio contributo quando necessario. Tuttavia, la posizione del governo è che nessun impegno possa essere negoziato senza mandato se, in seguito, anche l’Italia sarà chiamata a rispettarlo. Palazzo Chigi aveva già ridimensionato alcune indiscrezioni sulla possibile presenza di Meloni in futuri formati negoziali, definendole ricostruzioni fantasiose.

Il vertice di Dublino e il Consiglio europeo di dicembre

La richiesta inviata a Costa punta a inserire formalmente la questione nell’agenda del vertice informale di Dublino. Da quel confronto potrebbe partire un percorso per individuare una rappresentanza europea e stabilire in anticipo il perimetro della sua azione, anche nel dialogo con i partner esterni all’Unione.

Meloni indica il Consiglio europeo di dicembre come possibile momento per una decisione definitiva, dopo un confronto con il Regno Unito, la Norvegia e gli altri Paesi europei impegnati nel sostegno a Kiev. Questi soggetti non fanno tutti parte dell’Ue, ma hanno un ruolo rilevante sul piano diplomatico, militare e finanziario.

Il rischio di un accordo deciso senza l’Unione europea

La preoccupazione espressa nella lettera è che Stati Uniti, Russia e Ucraina possano definire gli elementi principali di un’intesa senza una partecipazione effettiva dell’Unione europea. Bruxelles ha sostenuto Kiev sotto il profilo economico e finanziario, ma non ha ancora indicato un’unica figura politica con un mandato per rappresentare l’intero blocco nei negoziati.

Un eventuale accordo potrebbe riguardare garanzie di sicurezza, sanzioni, nuove risorse finanziarie, missioni internazionali e la ricostruzione dell’Ucraina. Sono dossier che coinvolgerebbero direttamente gli Stati membri e, secondo Meloni, richiedono perciò una posizione europea chiara e preventivamente concordata.

Altre notizie nella sezione Politica e Esteri.

Cosa non è ancora noto

Non è noto se António Costa accoglierà formalmente la richiesta di discutere la rappresentanza negoziale europea a Dublino, né quale formula possa raccogliere il consenso dei Ventisette. Non sono inoltre definiti composizione, poteri e mandato di una possibile delegazione comune dell’Unione.

Fonti: lettera di Giorgia Meloni al presidente del Consiglio europeo António Costa, come riportata nelle informazioni disponibili; dichiarazioni e ricostruzioni attribuite a Palazzo Chigi.

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure