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Costa cara la bravata del Capitano: la Tunisia pretende le scuse di Salvini

Il colpo di teatro di Salvini, che ha citofonato a una famiglia tunisina nel quartiere Pilastro di Bologna per chiedere se all’interno dell’abitazione ci fossero spacciatori di droga, ha scatenato un vero e proprio maremoto. Non solo nelle forze di governo, che si sono scagliate contro il leader della Lega: il deputato Sami Ben Abdelaali, parlando a nome del Parlamento tunisino, ha infatti chiesto le scuse ufficiali del numero uno del Carroccio.

Sami Ben Abdelaali ha definito “vergognosa” la sceneggiata di Salvini, messa in atto a suo dire soltanto per ottenere qualche voto in più alle prossime elezioni regionali in Emilia Romagna, e ha affermato che la comunità tunisina è sconvolta dall’atto diffamatorio contro una famiglia ben integrata e lavoratrice, specialmente in quanto questo arriva da un ex carica di governo. “In Tunisia quest’azione vergognosa di Salvini ha scatenato una grande protesta unita a manifestazioni di solidarietà nei confronti della famiglia tunisina e del minore citati per nome dall’ex (per fortuna) ministro dell’Interno”, ha dichiarato.
Sami Ben Abdelaali ha poi aggiunto: “Siamo sbalorditi per l’attacco diffamatorio di una famiglia di lavoratori, oltretutto sferrato da una persona che in Italia ha ricoperto incarichi di governo”. Il parlamentare, che è stato anche presidente di un istituto bancario siciliano ed è stato eletto al Parlamento tunisino nelle liste dei tunisini all’estero, ha concluso: “Anche se un parente di questa famiglia ha avuto precedenti penali, questo non giustifica una tale campagna di odio. Chi sbaglia deve pagare, ma non possiamo tollerare il discredito sull’intera comunità tunisina che è sana e lavoratrice”.“Trattare così nostri immigrati è una vergogna difendo la dignità e diritti dei nostri cittadini. Se ci fosse stato un problema si poteva segnalare alle autorità competenti, senza alcun bisogno di messinscene a favore di telecamere. Salvini capisca che queste azioni per ottenere qualche voto in più non sono più di moda, i rapporti internazionali fra Italia e Tunisia vanno bel al di sopra dei suoi incitamenti discriminatori”, ha concluso il parlamentare tunisino. “Siamo sbalorditi, la Tunisia non merita un trattamento del genere”.

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