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Cinque Stelle divise in due: il Movimento si spacca, la Lega teme per la tenuta del governo

Cresce il dissenso nel Movimento Cinque Stelle. Al punto da gettare ombre sulla tenuta del governo, con un numero crescente di esponenti pentastellati che si dice pronto ad andare allo scontro sul dl sicurezza, minacciando di non partecipare al voto in aula. Un bel problema, dovesse davvero succedere. A firmare gli emendamenti per modificare il testo, alcuni dei quali già bocciati in commissione, sono stati in quattro: Paola Nugnes, Gregorio De Falco, Elena Fattori e Matteo Mantero. Ma come spiega La Repubblica, in realtà, il fronte di chi non vuole piegarsi all’agenda dettata dalla Lega continua a crescere, arrivando a inglobare almeno una decina di esponenti. Ecco, allora, i timori in caso di fiducia sul testo.

I tempi per l’esame del decreto sono strettissimi, l’approdo in Aula è per lunedì e nella stessa settimana l’esecutivo punta ad avviare l’iter alla Camera. Di Maio ha rivolto un messaggio ai suoi chiedendo di serrare le file, chiaramente riferendosi proprio a chi lamenta insofferenza in queste ore. In caso di fiducia sul provvedimento, però, in molti sostengono che il Movimento si potrebbe spaccare sul serio. Di Maio e Fico hanno così instaurato un fitto dialogo nel tentativo di trovare il bandolo della matassa, cercando di arrivare a un compromesso che preveda la modifica di almeno alcune delle norme.
Oggi gli emendamenti considerati più ‘critici” sono stati accantonati, ma le posizioni sembrano sempre più distanti perché – questa la denuncia dei dissidenti – sono stati presentati da governo e relatore emendamenti peggiorativi al testo. Dalla Lega trapela preoccupazione per le divisioni interne a M5s, anche se la possibilità che alcuni senatori grillini non partecipino al voto nell’Aula del Senato è già stata presa in considerazione. I malpancisti in ogni caso spiegano che non c’è alcuna opposizione interna precostituita, che si discute nel merito, che ci sono sensibilità diverse “al di là del contratto” ma al momento non c’è intenzione di fare marcia indietro.

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