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Crisanti, la stoccata a Draghi: “Il green pass ha fallito”

Andrea Crisanti non fa sconti a Mario Draghi. Il direttore del dipartimento di microbiologia e virologia dell’Università di Padova è ospite di Otto e mezzo nella serata del 22 dicembre. La conduttrice Lilli Gruber gli chiede di commentare la parte della conferenza stampa di fine anno del premier Mario Draghi riguardante la pandemia. Lui mette subito le mani avanti, dichiarando di non averla neanche vista. Ma poi, di fronte alle domande della Gruber, si lascia andare ad uno sfogo inaspettato, attaccando frontalmente Draghi.

Andrea Crisanti

“So che lei è un osservatore esterno della politica italiana. Però ovviamente c’entra moltissimo anche quello che succede sul fronte pandemico. Sta sullo sfondo anche nella partita per il Quirinale. Lei ha visto Draghi oggi? Glielo posso chiedere?”. Così la Gruber domanda al suo ospite se abbia assistito alla conferenza stampa del presidente del Consiglio. “No, no”, taglia corto Crisanti. “Diciamo che Draghi ha però annunciato questa stretta natalizia. La varerà domani in Consiglio dei ministri. Che cosa sarebbe urgente in questo momento? Cosa bisognerebbe fare subito, visto il balzo dei contagi?”, lo incalza allora la conduttrice.

“Se fossi stato lì presente gli avrei chiesto che fine ha fatto l’immunità di gregge con la quale hanno veramente confuso gli italiani fino a pochi mesi fa. – replica deciso Crisanti – E poi gli avrei chiesto se allora questo green pass impostato così in questa maniera funziona o meno. Perché questi 36.000 casi sono la dimostrazione chiara e lampante che la politica sanitaria incentrata sul green pass ha fallito. Come avevo detto, il green pass non è una misura di sanità pubblica. E i vaccini da soli non bastano”.

“È evidente che bisogna fare qualche altra cosa. – prosegue Andrea Crisanti – Personalmente credo che, se vogliamo evitare il lockdown, c’è solo una cosa da fare: mettersi per 2-3 settimane tutti quanti la mascherina Ffp2. Nei trasporti pubblici, sia a lunga che a media distanza, ma anche locali. Al cinema, al teatro. E rivedere le capienze dei ristoranti e delle discoteche. Solo così evitiamo che i contagi (possano salire). Ancora non abbiamo visto l’impatto della Omicron, perché in Italia questa è tutta Delta”, avverte il professore. Lilli Gruber gli domanda se sia il caso di tornare allo smart working. “Questa misura, il vaccino e il distanziamento funzionano tutti abbattendo l’indice di trasmissione. Sappiamo che la cosa che più funziona per abbatterlo è la mascherina Ffp2. Basta, mi creda”, ribadisce chiudendo il discorso.

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