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Crisi di governo: elezioni anticipate? Sì, ma soltanto nel 2020

Elezioni anticipate? Qualora dovessero esserci, quasi sicuramente non saranno nel 2019. Si dovrà piuttosto aspettare il 2020 per tornare alle urne, qualora i contrasti tra Lega e Cinque Stelle non dovessero rientrare. Un quadro che emerge dalle regole della Costituzione e dalla prassi costituzionale. L’articolo 61 della Carta stabilisce infatti che “le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro 70 giorni dalla fine delle precedenti”.

Questo significa che per votare a settembre, un’ipotesi circolata con insistenza dopo lo straordinario successo della Lega alle elezioni europee del 26 maggio, ci sarebbe bisogno di uno scioglimento di Camera e Senato in tempi brevissimi, prima del 20 luglio. A brevissimo si chiude quindi la finestra elettorale di settembre, in un momento in cui i due partiti all’esecutivo non sono mai sembrati più lontani l’uno dall’altro.
A complicare l’ipotesi di voto entro fine anno, il conto alla rovescia verso la legge di Bilancio che prevede entro il 27 settembre la presentazione della nota di aggiornamento al Def, il documento di programmazione economica e finanziaria già elaborato a inizio anno. Entro il 15 ottobre, poi, l’Italia dovrà, come tutti gli Stati membri Ue, inviare a Bruxelles i documenti programmatici di bilancio. Il 20 ottobre infine dovrà essere presentato il disegno di legge della Legge di Bilancio vera e propria.Impensabile ad oggi che il presidente della Repubblica accetti di lasciare il Paese senza timonieri per tornare ai seggi, per altro con una legge che non garantisce la governabilità. Tutto sommato, rimandare la data di eventuali elezioni potrebbe far comodo anche ai due contendenti, con Salvini che avrebbe più tempo per ragionare sulle alleanze future e i Cinque Stelle per provare a recuperare voti dopo l’ultima, negativa tornata elettorale.

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