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Pronti a staccare la spina: tensione alle stelle tra Lega e 5 Stelle, le conseguenze di una crisi sempre più insanabile

Uno dei giochini più antichi del mondo, quello di provare a indovinare la data della fine dell’esecutivo in carica dando per scontato che non arriverà alla fine della sua avventura politica. Si è sempre fatto, si continuerà a fare. Ma nel caso del governo Conte, le previsioni nefaste si susseguono in un clima di crescente tensione, con tanti analisti caduti in tentazione e pronti a scommettere sulla rottura anticipata. La sceneggiata della “manina” denunciata da Di Maio. Lo scontro sul dl sicurezza. Le grandi opere. Un calderone in costante ebollizione.

Tanti, troppi punti di contrasto tra le due anime della coalizione gialloverde. Al punto da richiedere un’assemblea congiunta per discutere e cercare nuovi punti di intesa, prima che i rapporti si raffreddino definitivamente. La Lega, nelle ultime ore, è andata all’assalto degli alleati sul fronte Tav, rimarcando la distanza dai Cinque Stelle. Il Movimento si trova ad affrontare, da par suo, la voce dei dissidenti che di piegarsi al Carroccio sul decreto sicurezza non vogliono saperne e sono pronti a votare contro.
L’intesa al momento si regge, a fatica, su Luigi Di Maio. Nonostante i contrasti tra fazioni, il leader pentastellato resta il referente di fiducia di Salvini e i leghisti si dicono pronti ad andare avanti finché sarà lui l’esponente di punta del Movimento, insidiato però in queste settimane da un eventuale ritorno di Di Battista. Tante le testate che, nonostante le promesse, danno ormai per scontata la fine dell’amore tra i due partiti, con rischio di un frettoloso ritorno alle urne.Ma davvero un governo così forte nei sondaggi può capitolare così presto? Lega e Cinque Stelle si trovano a fare i conti con le crescenti differenze sui singoli territori, dove le distanze sembrano incolmabili. In Consiglio regionale piemontese, per esempio, la tensione è salita alle stelle durante la discussione sulla Tav e si è arrivati agli insulti. A credere in un cambio di governo è Goldman Sachs che scommette sulla caduta dell’esecutivo Conte entro giugno sostituito da un governo capace di mettere in campo politiche meno pericolose, limitando l’aumento del deficit.

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