Economia

“Voi siete dei pazzi!”. Tria sbotta, attacco frontale a Di Maio e al governo: è crisi nera

Bufera nella maggioranza: “Voi siete dei pazzi!”. E Giovanni Tria che se ne è andato urlando dalla riunione notturna a Palazzo Chigi in cui la componente grillina del governo avrebbe bloccato il rinnovo del vicedirettore generale della Banca d’Italia, Signorini. A raccontare il retroscena è il Corriere che parla di un duro scontro tra il titolare dell’Economia e il Movimento 5Stelle partito dal veto imposto da Luigi Di Maio a una figura – spiega ancora il quotidiano di via Solferino – troppo contraria alle misure volute dai Cinque Stelle.

Pare che il premier Giuseppe Conte abbia tentato di far da paciere: “Siamo qui per cambiare le cose, e per cambiare a volte si va per tentativi”. A quel punto il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti avrebbe replicato: “Ah sì? E se scoppia la rivoluzione, che facciamo: andiamo avanti per tentativi?”.

Replica che avrebbe fatto ognuno di noi: quindi sappiatelo, abbiamo un governo che “va per tentativi”. Il malumore nella maggioranza è palpabile: “Sarebbe da pazzi restare con questi matti fino alla prossima Finanziaria”, avrebbe sibilato un ministro del Carroccio. La Lega sarebbe irritata anche dalla “melina” del Movimento 5Stelle sul caso Diciotti e sul voto in Senato.

E dalla questione Tav. “La carica rivoluzionaria finisce ogni sera quando finiscono i tiggì”, avrebbe criticato un altro ministro leghista. Intanto il ministro dell’Economia esclude una nuova patrimoniale. “Sarebbe una mossa suicida per il quadro economico”, ha detto a La Stampa.

“È una cosa senza senso. Un po’ di solidarietà nazionale sarebbe utile quando si parla del futuro dell’economia”. E cerca di smorzare i toni, sia nei confronti della Francia (“Una incomprensione passeggera dovuta a difficoltà di comunicazione”, dice), sia sulla Torino-Lione (“Dobbiamo dimostrare di essere affidabili e ristabilire la fiducia nei confronti dell’Italia, la fiducia dei cittadini e degli investitori italiani e stranieri”).

Ma sotto le dichiarazioni distensive, covano nuove tensioni. Le europee si avvicinano, i nodi vengono al pettine, la spina è sempre più vicina dall’essere staccata. E L’Italia continua a bruciare miliardi, a scendere in recessione e a crollare in tutti i dati di produzione, esportazione e crescita. Viva il governo del cambiamento! Anzi, dei “tentativi” (tutti mal riusciti).

 

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