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I muscoli di Conte: un tempo era “il premier fantoccio”, ora ha messo in riga Di Maio e Salvini

Alla fine anche Giuseppe Conte perse le staffe. Uno sfogo arrivato all’apice di settimane ad alta tensione, con il presidente del Consiglio a farsi carico di pesi sempre più schiaccianti sulle spalle. E pensare che un tempo i maligni lo definivano una figura di facciata, un “fantoccio” dietro al quale erano Salvini e Di Maio a prendere ogni decisione. Frasi che sembrano ormai lontanissime nel tempo. Poche ore fa, l’ennesima conferma di un premier ritrovato.

A rivelarlo è il Corriere della Sera, che ha ripercorso la lunga notte che ha portato, alla fine, al varo di una nuova manovra, dopo l’impennata dello scontro con l’Unione Europea e la retromarcia del governo italiano. Numeri diversi, coperture diverse. Ma anche tanta tensione prima di arrivare a un accordo definitivo, con Salvini e Di Maio a mostrare inizialmente i muscoli convinti di non dover cedere un millimetro.
A sbloccare la situazione è stato proprio Conte, l’uomo che più di tutti negli mesi si è fatto carico di portare avanti la difficile mediazione con Bruxelles onde evitare una rottura che avrebbe causato non pochi guai sul fronte mercati. Il premier, esausto, alla fine ha posto un vero e proprio aut aut a Lega e Cinque Stelle: “O si trova un accordo o la mia fiducia viene meno”. Conte era quindi pronto a dimettersi a sorpresa, un gesto clamoroso che avrebbe però dato il senso della sua resa dopo i tanti tentativi di trovare un accordo soddisfacente per tutti. Un atto di forza inedito e che, però, alla fine è servito a far ragionare i due vertici dell’esecutivo gialloverde. Che ora si trovano davanti un Conte mai visto, molto più lupo e per niente agnello.

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