Interni

Dai Cinque Stelle un siluro alla Lega: “I voltagabbana della Tav”

I Cinque Stelle contro la Tav. Una linea dura rimarcata anche dopo l’apertura del premier Conte alla realizzazione dell’opera, che non ha cambiato a posizione di un Movimento sempre più convinto della bontà delle sue scelte, con Di Maio in testa: “Noi siamo sempre stati contrari all’opera, gli altri hanno cambiato idea”. Un concetto ribadito in un post sul Blog delle Stelle, dall’inequivocabile titolo “TAV. Quel treno pieno di voltagabbana”.

Un attacco frontale al Pd, ma anche alla Lega. Per il Movimento nel “partitone dei supporter della Torino-Lione” confluirebbero, oltre naturalmente a tutte le altre forze politiche, anche “larga parte degli economisti, il grosso della stampa (sui ‘giornaloni’ analisi distanti dal pensiero unico sono ormai bandite) Confindustria, banche e oltranzisti del cemento”.
“Soltanto il Movimento 5 Stelle non è mai salito sul treno nel quale oggi troviamo stipati i tantissimi ‘ultras’ del Tav – si legge ancora sul Blog – Diversi tra loro solo in apparenza, ma in realtà uguali nel fanatismo a sostegno di un’opera inutile, dannosa, antidiluviana e dai costi tutt’altro che certi”. I grillini hanno ricordato come Mario Borghezio partecipasse alle manifestazioni contro l’opera e come Roberto Maroni, in un intervista a Radio Padania del 7 dicembre 2005, quando ricopriva l’incarico di ministro del Welfare del governo Berlusconi, dichiarasse: “La protesta della Val Susa non va ignorata, bisogna comprendere le ragioni della gente”.Su posizioni No Tav, secondo il M5S, anche Roberto Cota (poi diventato un presidente della regione Piemonte favorevole all’opera) in una Lega in cui – ecco l’affondo – “giocava già un ruolo importante l’europarlamentare Matteo Salvini”. Poi l’accusa di incoerenza nei confronti di Matteo Renzi che nel suo libro Oltre la rottamazione del 2013, scriveva: “La Tav? Non è un’opera dannosa, ma inutile. Soldi impiegati male. Rischia di essere un investimento fuori scala e fuori tempo”.

Ancora una tegola per Siri: è indagato per autoriciclaggio