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Dall’urlo Mundial allo spot per i vaccini: i 65 anni di Marco Tardelli

“Non chiamatemi anziano, al massimo diciamo che sono semplicemente un po’ cresciuto”. L’eroe Mundial, Marco Tardelli, non ci sta a sentir parlare di età. Dal 24 settembre scorso, data del suo sessantacinquesimo compleanno, è entrato ufficialmente nella fascia degli “over”. La sua nuova vita, oggi, lo vede impegnato nel ruolo di testimonial per i vaccini anti-influenza, scelto dalla rete nazionale di ricerca Italia Longeva presieduta da Roberto Bernabei, tra i promotori i medici di famiglia della società Simg.

La campagna per promuovere tre profilassi-scudo contro influenza, pneumococco (causa di polmoniti) ed herpes zoster, vede Tardelli nel ruolo di allenatore di una squadra di pensionati. Quando uno di loro segna, esulta come fece lui dopo lo storico gol contro la Germania ai Mondiali di Spagna dell’82.“Come mi sento oggi? – ha spiegato l’ex calciatore al Corriere della Sera – giovanissimo e comunque respingo ogni classificazione. L’età dipende da come siamo dentro. Certo, ognuno di noi cambia e anche io sono cambiato”.
“Sono un ragazzino con tanta voglia di scoprire e mille progetti. La progettualità è il segreto, ho ancora troppe cose da fare. La formula vincente? Amore, movimento e alimentazione attenta ma non esageratamente sacrificata. Non resisto a un piatto di buone lasagne. E poi c’è la vera ricchezza. Ho la grande fortuna di essermi innamorato all’età di 62 anni” dice pensando a Myrta Merlino, la conduttrice del programma L’aria che tira su La7.“I miei stili di vita mantengono il tracciato di quando ero in attività. Gioco a tennis, cammino molto e tutti i giorni a passo veloce, niente più pallone per evitare il rischio di infortuni, alimentazione più sana possibile, mangio spesso al ristorante e mi contengo, un bicchiere di vino a pasto e tanta acqua. La notte ne bevo un litro e mezzo, il giorno sto attento a non sentirmi mai disidratato. La regola base è fare tutto in modo adeguato. È sbagliato praticare sport estremi”.

“Vaccinarsi? Certo, ma contro l’influenza l’ho sempre fatto. Adesso sono ancora più motivato. Ho visto le tabelle che mostrano cosa si rischia se non ci si difende dalle malattie che possiamo evitare e mi sono spaventato. Per dirla con lo spot della campagna, la longevità è una partita che si vince giocando d’anticipo”.

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