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Stipendi tagliati e tfr spariti, ecco cosa diceva la Santanchè al telefono: “È per il bene dell’azienda”

Il caso Daniela Santanchè innescato da un’inchiesta di Report è ancora aperto. In molti invocano le dimissioni del ministro del Turismo per la vicenda dei contributi pensionistici non versati, dei mancati pagamenti ai giornalisti e delle cause ancora pendenti da parte di alcune società di sua proprietà. Come nel caso raccontato da Repubblica della società di prodotti biologici Ki Group, oppure della rivista ‘Pc professionale’. E sono proprio gli ex collaboratori di questo giornale ad incastrare la Santanchè con le loro rivelazioni.
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Daniela Santanchè Pc professionale

Daniela Santanchè e il caso della rivista ‘Pc professionale’

Nel 2014 la Mondadori cede a Daniela Santanchè il ramo d’azienda rappresentato dalla rivista ‘Pc professionale’. A quel punto si arriva “fino alle telefonate in cui Santanchè in persona chiamava i dipendenti che aspettavano da mesi i bonifici. Diceva che dovevamo accettare di avere meno per il bene del mensile”, racconta un ex collaboratore. In realtà, racconta un altro giornalista, “la testata si è impoverita, senza più firme di pregio né investimenti, e con gli abbonati che si lamentavano per il prodotto sempre più scarno. Io stesso ho smesso di cercare collaboratori quando ho capito che non sarebbero stati pagati”.

Poi, nel maggio 2022, arriva il licenziamento di tutta la redazione, ormai formata soltanto da quattro giornalisti, e l’appalto a un service. “Ho scoperto così che i contributi del mio tfr non erano stati versati per anni. Ora avanzo 25mila euro non bonificati al fondo”, si lamenta l’ex collaboratore di ‘Pc professionale’ nei confronti di Daniela Santanchè.

“Con un avvocato sto cercando di recuperare i soldi che mi devono. – aggiunge un altro collaboratore – Il ministro Santanchè non mi ha pagato i contributi di tre anni, dal 2018 al 2020, quando avevo un contratto co.co.pro. Lo stipendio arrivava tutti i mesi, e ho sempre dato per scontato che i contributi venissero versati all’Inps. Poi nel 2022 il contratto non mi viene rinnovato e all’Inps non risulta nemmeno un mese di contributi, così mi hanno bocciato la richiesta di disoccupazione. Un danno di seimila euro, oltre ai contributi non versati. Per il 2019 e 2020 poi Visibilia ha pagato, ma ormai avevo perso il sussidio. Manca ancora il 2018. E ho fatture non pagate del 2022 per 2300 euro. Anche per queste farò causa. I miei contratti sono firmati pagina per pagina da Daniela Santanchè

Altre testimonianze

E poi, ancora, un’altra testimonianza: “Avevo già il compenso dimezzato, e lei voleva lo sconto sullo sconto. Dal 2014 i soldi arrivavano due o tre volte all’anno. Il gioco era accumulare tonnellate di pregresso e poi arrivare a non pagare. Nel 2019 erano in ritardo di un anno e mezzo, e arrivò la telefonata. Mi chiese uno sconto tra il 30 e 40%. Gli dissi che non accettavo, ottenni di ridurre al 20%. Lei sembrava delusa. Ora sono in causa per 12mila euro”. E anche il pubblicista Roberto Cosentino si lamenta: “Ho iniziato nel 2017, e ho aspettato mesi per i primi duemila euro. I pagamenti non erano mai puntuali, ma dopo i solleciti arrivavano. Nel 2019 invece si bloccano. ‘Se non pagate, non scrivo’, ho minacciato. Ho anche mandato una lettera del legale, avevo ormai maturato 8000 euro di credito. Per tenermi buono, mi hanno inviato 3500 euro ma io avevo il mutuo, le spese sanitarie, facevo debiti e loro non pagavano. C’ho messo una vita, ma alla fine ho preso tutto quello che mi spettava”.
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