People

Davide Dattoli: da Talent Garden alla Silicon Valley

A soli 27 anni d’età, Davide Dattoli vanta già uno dei Curriculum Vitae più invidiati da tutto il panorama dell’innovazione italiana. La sua carriera nel mondo del digitale e delle imprese innovative inizia nel 2009 quando inizia a lavorare come consulente per varie aziende, occupandosi di strategia digitale. Nel 2010 inizia a seguire il marketing digitale del gruppo Condé Nast e, contemporaneamente, partecipa come co-founder anche a Viral Farm, società specializzata nel Social Media Marketing. Dattoli è stato però anche mentor di Virgin Startup, l’acceleratore basato a Londra voluto da Richard Branson e nel board di Digital Magics; tra il 2012 e il 2015, ha seguito per l’Italia StartupWeekend.

Davide Dattoli: con Talent Garden alla conquista dell’Europa

La vera svolta, però, arriva nel 2011 quando fonda Talent Garden, quello che è oggi il più grande network europeo di coworking focalizzato sul digitale. Davide Dattoli, convinto che il miglior modo per predire il futuro sia inventarlo, crea a Brescia il primo TAG, grazie alla partnership con Il Giornale di Brescia. Da subito, Talent Garden si rivela una scelta vincente: la sua unicità risiede infatti nell’essere concepito come uno spazio di coworking in continua evoluzione, con una forte componente di community ma al cui interno i veri protagonisti sono i talenti. In meno di sei anni, Talent Garden è arrivato ad avere oltre 20 campus, in numerosi Paesi europei; al suo interno vi lavorano oltre 1500 professionisti del digitale, centinaia di manager ma anche studenti.
Nonostante la sua giovane età, però, Davide Dattoli ha da subito le idee molto chiare. Nel 2015, durante la presentazione alla stampa di TAG Milano Calabiana, si è pronunciato in modo molto duro sul sistema universitario italiano. “Stiamo formando disoccupati” ha detto, presentando quindi la TAG Innovation School ovvero un percorso parauniversitario che punta a rivoluzionare totalmente il modello di formazione classica.

A fine 2016, Davide Dattoli ottiene anche il secondo più rilevante financing round realizzato a livello europeo nel settore. Talent Garden chiude infatti un aumento di capitale da 12 milioni di euro tra equity e debito per accrescere la rete di spazi coworking e puntare su formazione, eventi e innovazione con le aziende. Per la prima volta in Italia, Dattoli ottiene per il suo TAG la partecipazione di 500 Startups ed Endeavor Catalyst.
“Abbiamo esportato il nostro modello in Europa e, dopo Spagna, Lituania, Romania e Albania, puntiamo ai mercati dove l’innovazione sta nascendo, fuori dai circuiti di Londra e Berlino dove esistono già tanti player molto radicati. Il nostro obiettivo è di arrivare in borsa entro la fine del 2018” diceva Dattoli che, in attesa di approdare in Borsa, ha annunciato pochi giorni fa la nascita di un Hub dell’innovazione italiana in California.

Un Italian Innovation Hub in Silicon Valley

A sei anni dalla sua nascita, Talent Garden è pronto a volare oltre oceano al fine di accelerare lo sviluppo dell’ecosistema di aziende innovative italiane. Il 13 febbraio scorso, Davide Dattoli e i rappresentanti di CDP Cassa depositi e prestiti hanno infatti annunciato la nascita di una Joint Venture volta a favorire, attraverso un collegamento diretto con la Silicon Valley, innovazione e trasferimento tecnologico per le imprese italiane più dinamiche.
Come ha più volte affermato Davide Dattoli, la competitività di un Paese dipende anche dall’innovazione. Al fine di limitare e colmare il gap digitale di molte realtà italiane nonché di creare nuove opportunità, Talent Garden e CDP apriranno quindi un Italian Innovation Hub, uno spazio fisico con sede a San Francisco che le aziende potranno sfruttare per entrare in contatto con i principali player a livello globale nei vari settori di interesse per il mercato italiano. Il nuovo TAG di San Francisco, però, non sarà probabilmente l’unico al di fuori del Vecchio Continente: Dattoli e CDP hanno già espresso l’intenzione di replicare il progetto anche in altre capitali mondiali dell’innovazione quali, ad esempio, Tel Aviv e Shenzhen.