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Sì, no, forse: caos tra i gialloverdi per il “decreto taroccato”, Lega e Cinque Stelle ai ferri corti dopo la figuraccia

Non si è ancora chiusa la polemica intorno al “decreto manipolato”, una vicenda talmente bizzarra da aver già dato origine a un numero infinito di meme che hanno preso a circolare in rete. E sulla quale le due forze al governo continuano un rimpallo insistito di responsabilità. “Lo sapevano tutti” ha spiegato Massimo Garavaglia, sottosegretario all’Economia della Lega, a chi gli chiedeva chi fosse a conoscenza delle norme del decreto fiscale contestate da Luigi Di Maio. Compreso lo stesso vicepremier Cinque Stelle? “Non lo so…”. Quando gli domandano se sia stata la sua la ‘manina’ ad aver cambiato, come sostiene il leader M5s, il testo, ecco la risposta secca: “No”. Smentendo poi la notizia sui presunti aumenti delle assicurazioni rc auto al Nord per effetto della manovra. “Una norma mai vista, né condivisa. Quindi, il problema non esiste”.

Ma le parole di Garavaglia non hanno fatto altro che contribuire ad accrescere le tensioni interne allo schieramento gialloverde, con i vertici del Movimento letteralmente infuriati con la Lega e preoccupati per la brutta figura fatta. “L’accordo politico raggiunto martedì a Palazzo Chigi era un altro: nessuno scudo fiscale o non punibilità per gli evasori. Noi non aiutiamo i capitali mafiosi”: questo, riporta l’Adnkronos, il messaggio che filtra dai piani alti del Movimento. Il problema, dunque, “diventa politico, non è più questione di ‘manina’ dei tecnici – viene spiegato – per noi un testo così finisce dritto nella pattumiera”.
Restano rancori e voglie di rivalsa dietro una sequenza che ha visto Luigi Di Maio parlare in tv di “testo manipolato” arrivato al Quirinale, annunciando poi a Porta a Porta di voler presentare una denuncia alla procura della Repubblica. E venendo smentito però dal Colle, che aveva precisato di non aver ricevuto alcun testo in materia fiscale. La Lega aveva preso subito le distanze: “Non sappiamo niente, noi siamo seri”. Un caos in cui è davvero difficile districarsi.

“Decreto manomesso”. Giggino tra complotti e manine: cosa c’è dietro il giallo di palazzo