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Decreto Sicurezza: Salvini festeggia per la nuova Italia xenofoba. E Conte ride…

Matteo Salvini può finalmente esprimere la sua “immensa soddisfazione”: il decreto che porta il suo nome è al traguardo, grazie a un voto di fiducia che spazza via tutti i pensieri e che ha il pregio di nascondere all’opinione pubblica la disonorevole “ritirata strategica” avviata dai gialloverdi sulla manovra. Il provvedimento all’apparenza sembra fatto “per la sicurezza”, nella sostanza però è pensato “contro i migranti”. E questo va detto chiaro e tondo, senza girarci troppo intorno. Sugli sgomberi ovviamente non si accenna a toccare gli “amici” di CasaPound, ma solo i disgraziati, senza per altro proporre poi un’alternativa a chi viene sgomberato.

Il cuore del provvedimento è un colpo mortale ai principi costituzionali della solidarietà e dell’uguaglianza sanciti dall’articolo 10. L’abolizione della protezione umanitaria; il raddoppio dei tempi di trattenimento dei richiedenti asilo nei centri di accoglienza; lo smantellamento del sistema di integrazione diffusa sul territorio… Questo decreto nasce, dunque, per accontentare il pensiero xenofobo della nuova destra italiana.

Una destra che gioca tutto sulla paura, usando lo “straniero” come nemico e come minaccia per distrarre tutti dai reali problemi del paese su cui il Governo è totalmente allo sbando. Questo decreto, come spiegano in molti, invece di contenere il numero di clandestini, lo moltiplicherà. 1.500 permessi di protezione umanitaria sono stati revocati o negati, decine di Sprar sono stati chiusi, 23 mila migranti sono usciti dal circuito dell’accoglienza e finiti chissà dove.

Non dicono però che gli sbarchi di quest’anno sono solo 22 mila, contro i 114 mila del 2017 e i 167 mila del 2016. E di certo non grazie a Salvini, ma alle politiche precedenti. Quello che conta è che si continui a incrementare la pura, innescando la miccia populista che fa esplodere in sequenza la vera ribellione degli individui deboli e la finta protezione dei governi forti.

La Lega consolida una volta di più la sua forza egemonica su un governo che era già a palese trazione leghista. Il premier del Popolo umiliato a comparsa esibisce contento il cartello con su scritto #decretosalni. Dio mio, come siamo finiti in basso… Con questo decreto anti-immigrati Salvini può ostentare così un altro odioso ma vantaggioso feticcio ideologico di fronte a un Paese tremebondo e arrabbiato per consolidare il suo vantaggio elettorale sui 5Stelle.

Di Maio si piega a Salvini in cambio del reddito di cittadinanza monco. Il Movimento vende l’anima al diavolo leghista per una poltrona e per continuare la campagna di comunicazione su provvedimenti fantasma che affosseranno ancora di più economia e lavoro. Un governo di destra al cubo, dunque. E Salvini gongola, “regalando” all’Italia una delle destre più estreme di sempre.

 

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