Economia

Decreto Semplificazioni, Conte: “Così facciamo ripartire l’Italia: non c’è spazio per criminalità”

Dopo una discussione lunga più di quattro ore in Consiglio dei ministri, è arrivato all’alba, “salvo intese“, il via libera al decreto semplificazioni. Non bastano settimane di trattativa: fino all’ultimo tengono banco le divergenze sulle deroghe alle norme sugli appalti e anche sulle opere pubbliche da affidare a commissari, nonché sull’abuso d’ufficio, su cui Iv esprime la sua riserva, e su norme come quella dell’interoperabilità dei dati, su cui discutono i ministri Pisano e Gualtieri. I grandi nodi alla fine, assicurano più fonti di governo lasciando Palazzo Chigi, vengono sciolti: il “salvo intese” riguarda pochi aspetti “tecnici, non politici”. Alle 12 prende la parola il presidente del consiglio Conte per spiegare le novità del decreto.

Esordisce Conte: “Oggi è una giornata importante. Nella settimana di confronto agli Stati generali è stato corale l’appello a far correre il Paese. Questa riforma è un trampolino di lancio di cui l’Italia ha bisogno per il rilancio del Paese. Ieri in Consiglio dei ministri abbiamo approvato l’elenco di 130 opere strategiche individuate specificamente dal Mit, a queste aggiungiamo quelle per Cortina e quelle di competenza di altri ministeri, sanità, carceri, polizia. Per il reato di Abuso d’ufficio: non lo aboliamo, ma lo rimoduliamo. Da ora in poi – spiega Conte – i cantieri non si bloccheranno”.

Continua Conte: “Oggi tutto si blocca troppo facilmente. Si deve cambiare. Avremo un collegio consultivo tecnico, soprattutto per le opere più importanti. Aiuterà a prevenire le liti e risolverà tutte le dispute tecniche che rallentano le opere. Diamo uno stop alle attese infinite: la Pubblica Amministrazione deve rispondere per tempo, avrà 60 giorni. Ciascun cittadino deve sapere se il tempo è stato sforato o rispettare”. Spiega ancora Conte: “In tema di edilizia avremo procedure più veloci e sarà più facile riqualificare e ristrutturare, per avere meno consumo di suolo”.

Conclude il premier Conte: “Oggi il rapporto coi cittadini e le imprese è un percorso a ostacoli in cui finiscono impantanati cantieri e opere anche strategiche. Noi vogliamo rimediare a tutto questo. Offriamo una strada a un percorso a scorrimento veloce a tutte queste opere. ‘Avremo degli appalti più semplici e veloci, ci sarà l’affidamento diretto. Alziamo il limite di velocità dell’Italia, che deve correre. Ma al contempo alziamo i presidi di legalità, gli autovelox. Noi non vogliamo assolutamente offrire spazio alle forze criminali”, dice il premier.

 

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