deep-tech-startup

Deep Tech: cos’è e quali sono le startup che stanno rivoluzionando il mondo delle nuove tecnologie

In un mondo in continua evoluzione, la nuova frontiera tecnologica si chiama Deep Tech. Sebbene sia un settore ancora poco conosciuto e tavolta “confuso”, il Deep Tech può rappresentare un vero e proprio punto di svolta per il Pianeta ma anche per la sola Europa, che negli ultimi anni sembra essere diventata per eccellenza l’hub del Fintech ma anche delle tecnologie più d’avanguardia. Quest’oggi, quindi, dopo un breve focus sulla definizione, scopriremo alcune delle startup attive in questo nuovo settore.

Deep Tech: definizione e numeri

Nonostante sia un settore in costante crescita ed evoluzione, è spesso difficile distinguere il Deep Tech dal mondo delle “sole” nuove tecnologie. Sebbene non esista ancora una definizione ufficiale, Swati Chaturvedi – Co-founder e CEO di Propel(x), il primo network dedicato alle imprese del Deep Tech – descrive quest’ultimo come quel settore al cui interno vi sono imprese (e soprattutto startup) che basano il loro business su nuove scoperte scientifiche tangibili o innovazioni ingegneristiche. Qual è quindi la differenza tra le startup del Deep Tech e le semplici startup innovative tecnologiche? Per spiegarlo, Chaturvedi afferma “Prendiamo ad esempio Uber: Uber si basa sul concetto di “sharing economy”, un’innovazione del modello di business che consente agli individui di condividere le risorse esistenti”.

Questo significa che le normali startup tecnologiche utilizzano innovazioni già comuni per proporre “solamente” un modello di business innovativo. Le startup del Deep Tech, invece, mirano a rivoluzionare le soluzioni tecnologiche; va da sé che tra queste troviamo quelle aziende che creano sistemi di intelligenza artificiale proprietari o di machine learning, come ad esempio l’italianissima Metaliquid.

deep-tech-startupStartup e imprese innovative del Deep Tech: qualche esempio

A questo punto non rimane che fare qualche esempio di startup del Deep Tech, imprese nate sia sul territorio italiano sia su quello internazionale. C’è da precisare, però, che un report di Atomico stilato a novembre 2017 ha afferma che “Il futuro si sta definendo in Europa”, spiegando come sembra essere il Vecchio Continente a trainare il settore del Deep Tech con startup che sviluppano sistemi di Intelligenza Artificiale, Robotica, Realtà virtuale o aumentata.

  • deep-tech-startupHorus Technology: impresa innovativa milanese, gli startupper che l’hanno fondata sono stati inseriti da Forbes tra gli imprenditori più innovativi del 2017. La startup ha sviluppato un dispositivo indossabile pensato per aiutare le persone non vedenti e ipovedenti nella loro quotidianità. L’azienda unisce tecnologie dell’health-tech, robotica e realtà aumentata.
  • Chino: l’azienda italiana è stata fondata nel 2014 con l’obiettivo di aiutare sviluppatori, startup e aziende a creare facilmente app sicure e conformi. Nel 2014 Chino.io ha vinto il 1 ° premio al concorso EIT Digital Idea Challenge e nel 2015 è stato premiato come una delle migliori 8 startup eHealth nell’UE. Attualmente Chino.io sta crescendo e sviluppando attività, reti e partnership con altre piccole e grandi aziende nell’UE. Fa anche parte degli acceleratori digitali e verticali EIT, che stanno aiutando l’azienda a sviluppare le sue attività in tutta Europa. La startup offre alle aziende dell’healt-tech un’API e un database sicuri per immagazzinare, condividere e accedere alle informazioni sensibili in pieno rispetto delle normative UE in fatto di tutela dei dati personali.
  • Roivant: fondata nel maggio 2014, con sedi sparse tra l’Europa e gli Stati Uniti, questa startup propone soluzioni innovative nel settore farmaceutico che puntano a ridurre sistematicamente tempi di sviluppo e consegna dei farmaci.

Leggi anche: “Intelligenza artificiale e deep learning: Metaliquid e la rivoluzione video”

CONDIVIDI
Sabina Schiavon
Visionaria per vocazione, blogger in erba per passione, freelance per professione. Milanese per nascita e vercellese d’adozione, si occupa di startup, imprese, Industria 4.0 e di tutti i temi legati all’innovazione. Ama la birra belga e il whisky scozzese, gustati accanto a un gatto che fa le fusa.