Interni

L’ombra di sé stesso: deluso dai Cinque Stelle, un Salvini inedito e sempre più cupo

Un Salvini diverso, più cupo. Che ha approfittato del compleanno della figlia per smetterla di parlare di politica, manovra in primis, e staccare la spina per un po’. Con l’amaro in bocca di chi sente di scontare sulla propria pelle la colpa di altri, i Cinque Stelle nello specifico. Quelli che esultavano festanti dai balconi dopo l’accordo sul deficit con Tria. E ai quali spetterebbe ora, secondo il Carroccio, l’onere della retromarcia fatta dal governo per accontentare l’Europa.

Salvini si trova così per la prima volta a gestire una smentita, una resa, e lo fa in silenzio. Il tutto mentre chi invece di solito parla poco, Giancarlo Giorgetti, usa per la prima volta la parolina magica “voto”, eventualità necessaria qualora “non sia più possibile realizzare il contratto di governo”. Alle spalle dell’esecutivo gialloverde, l’ombra di un ritorno del centrodestra, con il Carroccio di nuovo alleato di Berlusconi.

Secondo l’Huffington Post, la spia d’allarme più inquietante resta Salvini. Infastidito, nervoso. “Ha ricominciato a comprare le sigarette”. Tutta colpa di una manovra che continua a essere nel mirino tanto dei difensori del Pil quanto dei sovranisti più intransigenti, per ragioni ovviamente opposte. Tenere unita la Lega, le cui anime meno moderate spingono per la rottura con i Cinque Stelle, non è facile.Prima le europee, come da programma. Poi si vedrà. Con il rischio però che, se la tanto sbandierata rottura tardasse ad arrivare, si delineerebbe all’orizzonte un’altra manovra da realizzare insieme al Movimento, con il rischio di perdere ulteriore consenso. L‘ultimo sondaggio della Ghisleri, prima della grande retromarcia sulla manovra, dà alla Lega il 33 per cento, mentre per la prima volta i Cinque Stelle sono sotto quota 25 per cento. 

Fondi Lega, spunta la donazione sospetta: cosa ha scoperto la finanza nella galassia salviniana