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Di Battista a muso duro contro Salvini: “Sembri il geometra Calboni di Fantozzi”

Alessandro Di Battista all’attacco di Matteo Salvini, al quale tanti opinionisti l’avevano in passato accostato sostenendo che in caso di sua ascesa a leader del Movimento Cinque Stelle avrebbe cercato più la sponda della Lega che quella del Pd. Un’ipotesi contro la quale il Dibba ha voluto evidentemente schierarsi in maniera forte, prendendo spunto dalle polemiche che avevano investito il Capitano dopo i commenti rilasciati sul nubifragio che si è abbattuto su Palermo, dove attaccava il sindaco Leoluca Orlando.

Salvini aveva scritto, attirandosi critiche a non finire: “A furia di pensare solo agli immigrati, il sindaco Orlando dimentica i cittadini di Palermo: basta un temporale e la città finisce sott’acqua. Onore e grazie alle Forze dell’ordine, ai Vigili del Fuoco e ai soccorritori impegnati fin da subito nel salvare le persone intrappolate all’interno delle macchine. I palermitani non meritano tutto questo”.
Parole alle quali Di Battista ha replicato  “Matteo ti ricordi il Geometra Calboni, il collega millantatore di Fantozzi, quello che si sentiva importante ma che non contava nulla, che metteva bocca su tutto, falso come Giuda, pavido di fronte al mega Direttore galattico e arrogante con i disgraziati? Ecco quello sei tu in versione cafona”. Un attacco durissimo al quale hanno fatto seguito altri passaggi, ancora più violenti.“Ti danno dello sciacallo ma pure gli sciacalli sanno riflettere. Tu sei un cazzaro, solo un cazzaro che prova a buttarla in caciara per creare confusione e tentare di pescar voti in acqua torbide. Ti attaccavo quando eri potente, ora provo quasi compassione per te – ha aggiunto Di Battista – Ami il cemento ma parli di alluvioni. Detesti l’ambiente ma vuoi fare quello che sta dalla parte delle vittime delle inondazioni. Non sai nulla di nulla, non studi, non hai un’idea, un progetto a parte quello di convincere qualcuno a schierarsi contro le vittime e dalla parte dei carnefici”.

“Parli solo di immigrazione ma te la fai sotto a prendere posizione contro i ‘potenti’ che, con le loro scelte, provocano i flussi migratori. Figurati, quando mai te la sei presa con un potente? Sui Benetton sei stato muto per me una delle ragioni della tua scelta folle di far cadere il governo (oltre ai sondaggi, pensa che statista che sei) era proprio il terrore di dover prendere posizione contro un gruppo industriale potente”.

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