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“Faccia da culo! E poi quella sembra…”. Dibba la rifà fuori dal vaso

La vicenda del padre di Luigi Di Maio, scoperto da Le Iene a far lavorare persone in nero nella sua azienda, ha creato un terremoto politico. Immediata la reazione delle opposizioni con Matteo Renzi e Maria Elena Boschi in testa. Ovviamente non poteva che essere così, perché loro sono i principali esponenti politici sui quali Di Maio e tutto il Movimento 5 Stelle avevano gettato fango all’epoca di vicende in cui i rispettivi padri erano coinvolti in indagini giudiziarie. Il fango non toccò solo loro, ma andò direttamente anche sui padri dei due del Pd: peccato che sia Tiziano Renzi, fin qui assolto in tutti i processi (mentre Travaglio e il Fatto Quotidiano devono risarcirlo), sia il padre della Boschi ad oggi sono giudicati incolpevoli da ogni tribunale.

Ma tanto bastò per attivare la macchina del fango 5 Stelle, strumentale a far cadere il governo. Va detto che sia Renzi, sia la Boschi, non appena emersa la vicenda del padre di Di Maio hanno fatto dei post proprio per dire di non voler replicare quanto accaduto ai loro genitori per colpa del Movimento 5 Stelle, rimarcando una netta differenza di stile e di educazione. I loro messaggi, però, sono stati invisi al redivivo Di Battista, il quale ha sferrato un altro “educatissimo” attacco dei suoi a mezzo Facebook.

“Renzi e Boschi” sulla vicenda del padre di Luigi Di Maio, “hanno la faccia come il culo per quello che sono riusciti a dire ieri. Uno che faceva la scena e, che diceva ‘chiedi scusa’ a Di Maio, ma chiedi scusa di cosa? L’altra sembrava una delle gemelline di Shining, con quella voce, che diceva ‘non le auguro di passare quello che ho passato io’, ma io non auguro di passare quello che hanno passato i cittadini con le vostre scelte”.

Poi il Che Battista chiosa: “Il punto non sono i padri, chi se ne frega, il punto sono i figli”. Ecco, appunto, infatti quello che sia Renzi sia la Boschi volevano dire è che come doveva essere per loro, anche stavolta Di Maio (quindi il figlio) va attaccato per l’incompetenza e per i danni che sta arrecando al Paese, lasciando stare il padre, visto che di lui se ne dovrà occupare la magistratura. E tralasciamo commenti sulla “voce” della Boschi che nei giorni di sensibilizzazione alla lotta contro i femminicidi e la violenza sulle donne, poteva anche risparmiarsela. Ma si sa, Dibba è così, apre bocca e gli dà fiato.

Alle parole vergognose di Di Battista è arrivata secca la replica di Maria Elena Boschi: “Leggendo le volgarità di Alessandro Di Battista capisco che in famiglia il fascista non è solo suo padre. La verità è semplice: hanno scaricato quintali di fango su di me per mio padre, che non è mai stato condannato. E adesso giustificano chi sfrutta il lavoro in nero e fa i condoni”.

“Hanno fatto una campagna contro di me basata sulle FakeNews e adesso che la verità viene a galla passano agli insulti. Se vogliamo parlare dei figli, confrontiamoci sulla politica. Se vogliamo parlare dei padri, mio padre non è stato condannato mentre il padre di Di Battista è e rimane un fascista. E si vede.”