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Il “piano-Dibba” targato 5Stelle: lotta dura e pura all’amico Salvini, poi il Congo…

Il “Che Dibba” agita le acque in casa 5Stelle. Da qui alle Europee è come se esistessero due distinti Movimenti. Uno istituzionale, che segue e appoggia Giuseppe Conte a Palazzo Chigi e uno “di lotta”, che ha il suo quartier generale negli uffici milanesi della Casaleggio e Associati, che deve resistere all’avanzata di Salvini nei sondaggi e riprendersi i punti persi a tutto vantaggio della Lega. In quest’ultimo fronte, al riparo da microfoni e taccuini, viene delineato l’identikit che la macchina della comunicazione pentastellata ha cucito addosso ad Alessandro Di Battista.

Riarruolato alla causa, al ritorno dal viaggio nelle Americhe, col compito più delicato che ci sia: “marcare stretto Salvini”, sfidarlo in pubblico e in tv, corpo a corpo e a distanza, di fargli il controcanto, di contendergli, insomma, il ring della stranissima campagna elettorale per le Europee dove i soci della maggioranza svestiranno i panni di alleati per indossare i guantoni da boxe.

Ai pochissimi che sono riusciti a parlarci dopo l’incontro sulle nevi con Di Maio, Dibba non avrebbe mostrato i segnali di entusiasmo classici di un momento topico, com’è stato descritto dai grillini di governo l’incontro ad alta quota col gemello diverso. Della serie: certo, la gita è stata piacevole, la compagnia pure, i rapporti con Di Maio sono ottimi. Non mezza parola in più. Nei suoi account, del viaggio sulle nevi – celebrato praticamente ovunque sul Web “di regime” – non c’è stata neanche una traccia.

Non un post su Twitter, nulla su Facebook; su Instragam c’è una foto di famiglia, Di Battista con la compagna e il figlio, e il nome del vicepremier compare solo nel post come autore dello scatto. Stop. “Fa tutto parte della strategia”, dice a microfoni spenti un autorevole esponente del M5S, equidistante tra Di Maio e Di Battista. “Me si muove già da frontman di una campagna in cui dovrà anche segnalare le cose che non vanno nel governo senza attaccare Di Maio e Conte”. 

L’obiettivo, ovviamente, è Salvini. Quello di cui Dibba diceva: “Mai al governo con lui”. Ma va be’, si sa, ormai siamo abituati al Movimento 5Stelle, capaci di dire tutto e il contrario di tutto e a sbagliare, però, sono sempre gli altri che magari hanno frainteso o non hanno capito, o hanno letto le cose “sui giornaloni” dove scrivono i “giornalisti puttane” (altro simpatico epiteto di Dibba). Salvini “pompato dal sistema mediatico in maniera vergognosa”, come argomentò Dibba a Otto e mezzo a settembre.

Intanto Dibba ha una partenza per l’Africa, ancora arruolato dalla società che edita il quotidiano diretto da Marco Travaglio… Ma potrà andare solo se a quel punto la distanza dal partito di Salvini sarà annullata. Se questo non succede, a Di Battista verrà chiesto di entrare nel governo a fare da contrappeso alla Lega. Sempre se quel governo ci sarà ancora…

 

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