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Di Maio-Casaleggio, volano altri stracci: il Movimento si spacca per i soldi

C’è una sensazione umiliante che serpeggia tra gli elettori Cinque Stelle, confusi dalle tante spaccature del Movimento. Quella di una lotta intestina figlia non tanto di diverse visioni politiche del futuro del partito quanto piuttosto, molto più materialmente, della volontà di mettere le mani sui soldi. Un pensiero automatico di fronte alle parole di Luigi Di Maio, che nel corso della trasmissione Accordi e Disaccordi è andato ancora una volta all’attacco di Davide Casaleggio.

“Agli attivisti e ai territori non arriva neanche un euro – è stato l’affondo di Di Maio – La cassa deve gestirla il Movimento, dando una parte delle risorse alle piattaforme informatiche e un’altra alla base”. Aggiungendo poi di “fidarsi ciecamente di Casaleggio”, espressione che ha scatenato l’ilarità di più di un utente in rete. La sostanza, al di là dei toni di circostanza, è chiara: sfida lanciata a quel Casaleggio che soltanto poche settimane fa aveva sospeso diverse funzioni della piattaforma Rousseau perché diversi parlamentari rifiutavano di versare il contributo di 300 euro. E che gestisce le microdonazioni chieste a nome dei 5 Stelle, oltre che i contributi degli eletti come quello raccolto dal comitato eventi. 

La partita, però, è ancora aperta: Casaleggio ha presentato insieme a Enrica Sabatini e Pietro Dettori la nuova app sostitutiva del blog, che consentirà di votare e informarsi sull’operato dei pentastellati eletti. Al momento, lo strumento non sembra destinato ad avere un ruolo in vista degli Stati Generali, ma le sorprese sono dietro ogni angolo. Di sicuro c’è la volontà del presidente di Rousseau di non arrendersi tanto facilmente al nuovo corso Grillo-Di Maio: insieme a Di Battista, Casaleggio continua a sfruttare ogni occasione buona per attirare al proprio mulino parlamentari, consiglieri regionali e comunali. Potendo contare su preziose sponde anche nel governo.
C’è Stefano Buffagni, sottosegretario allo Sviluppo economico che negli ultimi tempi si è riavvicinato non poco a Casaleggio. E c’è la ministra alla Pubblica amministrazione Fabiana Dadone, in passato molto vicina a Di Battista. Già, Di Battista. Su di lui Di Maio ha detto: “Sono contento del suo dinamismo ma gli attacchi fanno male, perché la nuova sfida del Movimento non è su cosa fare, i punti sono già nel programma, ma su come farlo”. Gli Stati Generali sono ancora lontani, ma i fuochi d’artificio sono già cominciati.

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