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Disruptive technology: per l'innovazione dirompente servono diversità e capacità di collaborare

Quando si parla di innovazione che cosa è meglio dal punto di vista sociologico, rendere una cosa migliore e più funzionale o generare un’idea totalmente nuova per risolvere un problema?

Sono entrambe tipologie di innovazione che hanno senso. La prima riguarda più creare una nuova versione di un prodotto o un servizio con migliorie incrementali. Per fare un esempio, siamo passati da un telefono con la rotella a quello con il pulsante per poi arrivare alla tastiera di un cellulare sempre più sofisticata fino alla pennetta dei primi smartphone e finalmente allo schermo touch. Di fatto si è sempre utilizzato il dito ma si è arrivati ad un sistema innovativo e sofisticato attraverso miglioramenti tecnologici progressivi.

Disruptive” significa “dirompente” ed è l’aggettivo che si associa all’innovazione quando si crea una nuova categoria. Tornando all’esempio del telefono, il passaggio dal telefono fisso al cellulare è stata un’innovazione disruptive che ha modificato il modo di comunicare. Un altro esempio è l’auto elettrica rispetto all’auto a carburante.

Le innovazioni che cambiano il mondo non avvengono per caso e soprattutto richiedono “visione”, la capacità di immaginare cosa non esiste oggi ma dovrebbe e potrebbe esistere. Questo è solitamente frutto del lavoro di un team multi-dimensionale in cui le idee vengono condivise ed in cui c’è grande collaborazione. Più il team è diversificato in termini di provenienza geografica dei componenti, sesso, cultura e background accademico e più dirompente è il risultato dell’innovazione prodotta.

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disruptive-innovation-5-ecco-cosa-serveL’innovazione “disruptive”, al giorno d’oggi, non è mai il frutto di un’intuizione geniale di una sola persona ma avviene attraverso un viaggio ricco di insidie e di tensioni che genera risultati solo grazie alla perseveranza e al lavoro duro.

La diversità e l’inclusione sono due fattori decisivi per favorire la scoperta di un’innovazione. Uno studio recente di McKinsey dimostra che le aziende che impiegano squadre formate da persone etnicamente e culturalmente diverse hanno il 33% di possibilità in più di generare un profitto maggiore. D’altro canto innovare significa scoprire uno spazio inesplorato ed è più facile riuscirci motivando persone con un background diverso a intraprendere un percorso scientifico con l’obiettivo di migliorare la vita, la società e di conseguenza creare un segmento di business.

Paradossalmente esistono pregiudizi che riguardano la carriera scientifica. Come ad esempio il fatto che sia estremamente faticoso e che sia necessario essere un genio naturale. In realtà sono proprio i geni come Einstein o Marconi a creare problemi. Non ha senso spaventarsi di fronte a personaggi dalle menti cosi raffinate, basta quell’irrefrenabile voglia e curiosità di voler risolvere un problema interagendo con passione, all’interno di un team per motivare una persona a diventare uno scienziato.

Collaborazione, Tecnologia e Intuizione risultano nella Differenziazione

Non è questione di assumere scienziati “diversi”. Non esiste una formula magica per risolvere i problemi che il raggiungimento di un’innovazione comporta. Le componenti critiche sono la capacità di collaborare, lo stato della tecnologia e l’intuizione. Se una di queste tre non c’è le aziende fanno fatica a raggiungere un risultato.

Puoi avere una tecnologia all’avanguardia e un team competente, ma se non hai la capacità intuitive di capire che cosa chiede un cliente, ti limiterai a realizzare un prodotto di cui nessuno ha bisogno. Se hai l’intuizione ma non hai mezzi tecnologici, otterrai solo migliorie marginali

Un caso di studio interessante riguarda 3M dove le connessioni tra gli scienziati con background diversificati vengono facilitati al 3M Technical Forum. Circa 10.000 membri e 1000 eventi dove scienziati e tecnici provenienti da reparti e da paesi diversi condividono approcci, discipline e scoperte alfine di apprendere come migliorare il proprio metodo e le tecnologie a disposizione al loro lavoro.

In 3M sono state condivise ben 46 piattaforme tecnologiche con l’idea di evitare compartimenti stagni all’interno dei team globali che si occupano di R&D. Ad esempio, quando un team di scienziati internazionali collabora con gli esperti globali di “manufacturing” in ambito “automotive”, vengono fatte osservazioni preziose circa la base clienti del settore che generano intuizioni e nuovi approcci che servono a migliorare l’elettrificazione del mondo auto.

Ispirare per avanzare nell’innovazione

3M cerca di incoraggiare persone con background diversi a intraprendere una carriera scientifica. Per farlo è stata creata una partnership con Nobel Media e sono stati istituiti una serie di programmi che sono parte del “Nobel Prize inspiration initiative”. Si tratta di programmi progettati per ispirare e coinvolgere più di 1000 studenti e ricercatori per creare i “problem solver” del futuro. Connettere giovani aspiranti scienziati con ricercatori esperti è un tipo di diversità che porta indubbi benefici, proprio come il fatto di generare think-tank che stimolano il dialogo tra persone con background accademici, modi di pensare, culture, prospettive e provenienze geografiche diverse.

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