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Mamma chiede distanze per il figlio malato, ma viene aggredita: “Tienilo a casa, il Covid non esiste”

“Il Covid non esiste: niente distanze. Se tuo figlio è malato tienitelo in casa”. E’ la riposta che ha dovuto sentire una madre mentre chiedeva attenzione per il suo bambino, reduce da un trapianto. La vicenda è accaduta a Massa, in spiaggia, in mezzo alla folla dei bagnanti che camminano sulla riva. Il piccolo è stato di recente sottoposto ad un difficile trapianto di trachea, problemi respiratori e tutta la fragilità della sua età, si è definito un bambino di ceramica, ha spiegato la genitrice. “Mio figlio ha 13 anni – ha raccontato la donna -. Ha paura di essere toccato, ha paura di ammalarsi di coronavirus, perché per lui sarebbe letale; vorrebbe tornare a scuola, rivedere i suoi amici e compagni, dopo quattro mesi di isolamento solo io e lui. Da soli e sempre soli. Ha imparato che deve stare lontano dalle altre persone; sa che per adesso nessuno lo può avvicinare” Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Tirreno, la donna e il figlio sarebbero stati aiutati da altri bagnanti, che hanno assistito con incredulità alla scena.

Al bambino fa bene aria di mare, deve camminare, fare ginnastica e lunghi bagni e per ogni complicazione c’è sempre la consulenza dei medici dell’Opa, allertati dal Gaslini. Tre mesi da trascorrere in spiaggia, prima di tornare in ospedale, il prossimo 17 agosto, per nuovi controlli e forse una nuova operazione. “Nella vita ho solo lui – ha proseguito sempre la mamma del piccolo -. È malato da anni di Tbm, la sindrome di Williams-Campbell, che parte dalla trachea, poi colpisce i bronchi e se non curata porta alla morte. Non ho timore a raccontare la malattia di mio figlio, non ho paura di combatterla, lo facciamo insieme da sempre, aiutati da molte persone, raccogliendo fondi per la ricerca, mettendoci la faccia. Oggi però ho paura della gente. Ho paura della cattiveria e dell’ignoranza”.
La vergogna in spiaggia

I fatti sono avvenuti sabato pomeriggio. Fa molto caldo e c’è gente, lo spazio per chi si presenta senza aver prenotato è ridotto fino al punto da non riuscire a garantire le distanze; arrivano due donne, due turiste, e srotolano asciugamani e stuoie accanto a lui, così vicino da toccargli i piedi. “Ho visto mio figlio guardarmi con occhi increduli e impauriti, come a volermi chiedere “mamma possono farlo?”. Mi sono permessa di chiedere alle due signore di rispettare il metro di distanza previsto dai decreti, specificando che non era un capriccio, ma una necessità, perché il bambino, fresco di trapianto e immunodepresso, non poteva stare a contatto con nessuno”. “Se è ammalato se lo tenga chiuso in casa, oppure si sposti lei”, è stata la loro risposta.“Ho perso la calma – ha confidato la donna al Tirreno – io che solitamente non alzo mai la voce, che ho dovuto imparare a controllare la rabbia e che mi impongo un certo comportamento davanti a mio figlio. Ho indossato la mascherina, perché mi sono venute vicino al volto senza matenere le distanze opportune, aggredendomi verbalmente, simulando di toccare mio figlio, rimasto impietrito seduto sulla sua sdraio, sbeffeggiandoci, urlando che il Covid non esiste e che stavamo limitando la loro libertà. Noi che abbiamo passato due anni tra casa e ospedale, 13 ore in sala operatoria, giorni interminabili in rianimazione”

L’aiuto dei passanti
La mamma e il bimbo sono stati aiutati e sostenuti dai bagnanti, che hanno assistito increduli alla scena. Minacciando di chiamare i Carabinieri le due turiste si sono allontanate. Una volta diffusa la notizia, la mamma ha ricevuto tanta solidarietà. “Mi hanno offerto un ombrellone, ospite in altri stabilimenti balneari e in tanti mi hanno chiesto scusa per l’accaduto – ha concluso la donna – come se fossero stati loro i colpevoli. Alla fine credo che un giorno torneremo qui, spero guariti e felici”.

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