Esteri

Djokovic scrive al tennista ucraino al fronte: “Dimmi dove posso mandarti aiuto”

Novak Djokovic torna nuovamente a far parlare di sé. Stavolta però non ci sono critiche per il tennista ex numero uno del mondo, ma solo elogi. Il campione serbo, infatti, si è sentito sui social network con l’ex collega ucraino Sergiy Stakhovsky, ritiratosi da pochi mesi e andato a difendere il suo Paese dall’invasione russa. Djokovic gli ha fatto sentire tutto il suo appoggio e fatto sapere di essere disposto ad aiutarlo in ogni modo. Il suo gesto fa sembrare lontane anni luce le recenti polemiche sul suo rifiuto di vaccinarsi contro il Covid-19.

Djokovic e Stakhovsky

Fino a poche ore fa, dunque, Novak Djokovic era ancora protagonista della polemica tra no vax e favorevoli alla vaccinazione. La sua espulsione dall’Australia, avvenuta a gennaio, aveva segnato uno spartiacque nella sua carriera. Dopo la mancata partecipazione all’Australian Open, sembrava che per lui dovessero chiudersi le porte di quasi tutti i più importanti tornei al mondo, Roland Garros e Wimbledon compresi.

Ma ora che quasi tutti i Paesi del mondo hanno deciso di eliminare le restrizioni anti Covid, Djokovic ha la possibilità di tornare protagonista in quello che sa fare meglio: il tennis. Intanto, però, il campione trova il tempo per una conversazione su Whatsapp con Stakhovsky, poi riportata dall’ucraino su Instagram. “Sto pensando a te. Spero che tutto si calmi presto. Dimmi dove posso mandarti aiuto…aiuto finanziario o qualsiasi altro tipo di aiuto Stakhovsky, provocando una serie infinita di reazioni positive sui social.

L’ucraino che ora combatte in prima linea contro i russi è stato numero 31 del mondo e si è ritirato proprio al termine dell’ultimo Australian Open proprio per tornare a Kiev per arruolarsi. Anche altri atleti ucraini hanno deciso di compiere la stessa scelta. Come nel caso del due volte campione olimpico di boxe Vasiliy Lomachenko e dell’ex campione del mondo dei pesi massimi Oleksandr Usyk.

Potrebbe interessarti anche: Djokovic a Roma? Malagò sbatte la porta: “Assolutamente no”