Esteri

20 milioni per combattere l’immigrazione”. Il piano di Trump che ha fatto infuriare gli americani: cos’ha in mente il presidente Usa

Aveva promesso ai suoi elettori e al popolo americano che avrebbe eretto un muro al confine. E che, oltretutto, le spese per la costruzione sarebbero state in gran parte a carico del Messico. Ora Donald Trump si prepara invece a una clamorosa retromarcia, che potrebbe gravare non poco sulle case degli Stati Uniti. A lanciare la notizia è stato in queste ore il New York Times, che spiega come il presidente starebbe pensando di dare soldi proprio allo stato dal quale continuano a entrare in America immigrati clandestini. Per la precisione, la bellezza di 20 milioni di dollari, somma che servirebbe allo stesso Messico per organizzare un servizio di bus e aerei e deportare, di fatto, oltre 17mila persone che si trovano illegalmente al di là del confine.Non sono solo i messicani a entrare su suolo a stelle e strisce in maniera clandestina. Persone provenienti da ogni stato del Centro e Sud America arrivano infatti in Messico per poi tentare la fortuna in America: Trump spera così di dare un segnale forte su un tema, l’immigrazione, sul quale aveva puntato forte durante la campagna elettorale raccogliendo poi ampiamente i frutti. Una notizia confermata, almeno parzialmente, da una portavoce del Dipartimento per la Sicurezza Interna, Katie Waldman: “Stiamo lavorando intensamente con i nostri colleghi messicani per trovare una soluzione a un problema che continua a preoccupare le famiglie americane”.Al momento non sono arrivati commenti in merito da parte delle autorità messicane. Stando sempre al New York Times, il nuovo piano di contrasto all’immigrazione clandestina fa parte di una strategia di accelerazione decisa dallo stesso Trump, che avrebbe scelto di destinare a questo settore fondi teoricamente destinati altrove fino a pochi mesi fa: tra questi, milioni di dollari che sarebbe dovuti servire a un programma per portare maggiore stabilità in Siria e supportare le scuole e gli ospedali in Palestina.